Cultura Spettacoli

“There Will be blood” apre alla Contrada la rassegna Residenze artistiche

today8 Giugno 2021

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Il programma del progetto di residenze artistiche/artisti nei territori 2021 “Vettori” della Contrada si apre con un primo appuntamento collaterale  martedì 8 giugno al Teatro dei Fabbri alle 18.30 (evento in presenza e in streaming) con un incontro sul tabù delle mestruazioni, un argomento da molti, spesso anche donne,considerato imbarazzante.

“There Will be blood” (scorrerà del sangue) si intitola (ironicamente) l’evento e indagherà  l’ evento naturale che riguarda il funzionamento del corpo femminile, e di come sia ancora un argomento di cui ci si vergogna e ancora in molte culture fioriscono leggende sulla sua manifestazione. L’incontro vedrà dialogare la Prof.ssa dell’Università di Trieste Sergia Adamo, esperta di letteratura internazionale e studi di genere, Valentina Magnani, direttrice artistica del DanceProject Festival e l’ideatrice del progetto che ha questo tema alla base Irene Ferrara che, insieme alle performer Angelica Margherita e Nicol Soravito, costituiscono il TRIO TSABA. L’esperienza delle danzatrici e la loro proposta artistica sarà l’occasione che permetterà di affrontare argomenti legati tematiche di genere, al persistere di una mentalità patriarcale, di come come si è trasformato negli anni il rapporto delle donne con il proprio corpo, dell’aspetto simbolico e potente del sangue.

Il progetto del collettivo TRIO TSABA, ospite a Trieste nell’ambito delle residenze artistiche/artisti nei territori Vettori, si chiama “Marea” parte proprio dalla riflessione sul cambio di paradigma del pensiero sul corpo femminile, incoraggiando le donne, ma non solo, a cambiare direzione su un argomento tabù come quello del ciclo mestruale. 

 Riflessioni artistiche come queste invitano le donne a disfare i sortilegi, a far uscire il tema dal recinto della vita intima e privata e a riconciliarsi con sé stesse, assumendo come base di partenza imprescindibile il “partire dal sé”, dal proprio corpo pensante e desiderante. Si tratta di non vergognarsi, di parlare, di scrivere, di attivarsi perché l’eco di questa rivoluzione si moltiplichi, cercando di cambiare quella che è stata definita violenza epistemica.

Il progetto si propone di cercare un “cambio di direzione” sulla questione, tema questo dei “possibili percorsi da prendere” sottinteso nel nome Vettori che la Contrada ha voluto dare quest’anno alle residenze degli artisti nel territorio.

Appuntamento successivo della rassegna nella Sala Polacco del Teatro La Contrada 17 giugno alle 18.00, 

Scritto da: Monica Ferri

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