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Anche a Trieste grande amore con il Volo

TRIESTE. Dagli otto agli ottant’anni. Mamme, nonni, ragazzi uniti dalla passione per la musica melodica italiana e non, accorsi in una calda serata d’estate, a sentire il fenomento musicale italiano di quest’anno. E loro, i tre ragazzi de Il Volo, soprannominati ormai “i tre tenorini”, poco più di sessant’anni in tre, hanno conquistato sabato sera, come novelli matadores anche piazza Unità d’Italia, ennesima tappa del loro tour nazionale. Piero Barone (agrigentino), Ignazio Boschetto (bolognese di nascita ma siciliano d’adozione) e Gianluca Ginoble (abruzzese) – già cantanti di successo internazionale alle spalle – hanno incantato le cinquemila persone, presenti per l’unico concerto regionale, con le innegabili doti canore, emerse già nello talent show di Antonella Clerici nel 2009. Ma hanno anche sorpreso per la naturalezza del loro modo di fare e di scherzare, su tutto, con quel fare di ragazzini spensierati (ma anche un po’secchioni). Anche su Mikeze e Jakeze che con i loro rintocchi, dal vicino palazzo del Municipio, si inserivano sulle note musicali. E così, tra una battuta e l’altra, alla Ficarra e Picone come loro stessi ironizzano evidenziando le proprie origini, ecco scivolare via allegramente in poco più di due ore, alcune pietre miliari della bella musica, accompagnati dal vivo dell’Orchestra Filarmonica Veneta. Un viaggio nel passato, tra stili e gusti musicali differenti, sintetizzati in 22 i brani scelti per l’occasione e contenuti nel loro ultimo cd “Sanremo grande amore”. Una selezione per ricordare tanti artisti, tra cui non poteva mancare anche Pino Daniele, recentemente scomparso. A ricordarlo in un medley, mettendosi pure al pianoforte, è stata l’anima più guascona del trio, Ignazio Boschetto. Ma poi si scivola indietro nel tempo ed ecco allora l’omaggio a Jmmy Fontana ne “Il mondo” a cui spetta l’apertura della serata, Sergio Endrigo, con “Canzone per te”, Domenico Modugno, e la sua “Piove”, o Jonny Dorelli, con una splendida interpretazione a tre voci de “L’immensità”. E poi l’indimenticabile “Ancora” di Eduardo De Crescenzo. Incursioni mirate nel meglio della tradizione italiana e all’insegna dell’amarcord musicale che unisce le generazioni. Solo loro potevano poi riproporre, con tratti sbarazzini, anche “Granada” , cavallo di battaglia di Claudio Villa, o ripercorrere quel filone più popolare della musica italiana con “Anema e core”, “Core ‘ngrato” e “O sole mio”. Permettersi una breve immersione nella lirica, grazie alla potenza vocale di Piero Barone e al suo sogno da tenore – confessato con disarmante semplicità – alle prese con “Lucean le stelle” (Tosca) e “No puede ser” (magari di questi tempi i teatri lirici avessero tanto pubblico in visibilio in una serata sola, ndr) e poi, subito dopo, virare sul versante americano, grazie all’omaggio che Gianluca Ginoble dedica, da solo o insieme agli altri, a Elvis Presley (Can’t hell falling in love e Unchained melody), Frank Sinatra (My way) o a Barbra Straisand (Memory) che li volle nella sua tournée nel 2012.
Dalla platea tanti applausi, e persino mirate standing ovation, con corsa finale sotto il palco in vista dei bis, tra cui, immancabile, il successo sanremese Grande Amore, cantato a gran voce dai presenti, giunti da tutto il nord-est ma anche dall’Austria e Croazia. Il tutto all’insegna del bel canto e del talento di tre ragazzini, amanti della musica melodica, baciati dal talento e dalla fortuna, vezzeggiati e coccolati dalle fan presenti con fiori e regali di ogni tipo.
Un successo insomma anche quello di sabato scorso per Il Volo – ultimo grande appuntamento della rassegna “Live in Trieste”, organizzata da Zenit srl, in collaborazione con il Comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Agenzia TurismoFVG e Azalea Promotion – immortalato, fin dalle prime note, in migliaia di smartphone.

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