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Cultura Spettacoli

Trionfa al Verdi Anna Bolena

today20 Gennaio 2024

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Il letto, la spada e il volto bendato. Ritornano sul palco del Tetro Verdi a 12 anni di distanza i simboli scelti da Graham Vick per la sua Anna Bolena, la prima delle tre regine Tudor di Donizetti. E una cascata di applausi si riversa sui protagonisti di questo allestimento ricco di consapevolezza etica e dimensione simbolica, impreziosito dai sontuosi costumi di Paul Brown. Cosi lo volle il geniale regista  britannico, quando lo allestì nel 2007 per l’Arena di Verona, cosi è la ripresa si Stefano Trespidi, che di lui fu collaboratore, e con la quale la Fondazione dell’Ente Lirico omaggia il grande regista scomparso nel 2021. In scena sino al 28 gennaio, questa edizione conferma la bellezza e attualità della regia, a oltre quidicianni dalla sua ideazione, la forte connotazione visiva nella apparente semplicità della definizione dello spazio scenico e nella ricercatezza dei dettagli.

Lo spazio-tempo ideato da  Vick, così asciutto e sintetico, ben accoglie ed enfatizza l’azione drammaturgica – grazie a pedane girevoli che accompagnati da opportuni scenari cristallini alludono alle varie stanze del castello dl re Enrico VIII –  e diventa contenitore ideale per elevare la dimensione epica di questa storia e i suoi protagonisti assunti a emblemi delle passioni umane: lussuria,  ambizione, amore, orgoglio. A portarle in scena  un cast giovane e solido capace di disimpegnarsi agevolmente tra le difficoltà dello spartito donizettiano. A partire dalla carismatica soprano georgiana, Salome Jicia, neo stella del panorama lirico, che regala una Anna Bolena ispirata e determinata nel suo “vizio” esistenziale, quel controllare gli eventi sino alla morte, che fanno della regina Tudor una figura paradigmatica anche ai nostri giorni. Belcantista di talento, dotata di grande tecnica espressiva, la Jicia si dimostra un soprano drammatico di agilità e artista completa in scena. Riserva emozioni vere come nell’aria “Al dolce guidami castel natio” nella scena finale della pazzia  conquistandosi gli applausi scroscianti  del pubblico presente alla prima. Con lei ha brillato  tutta la  prima compagnia di canto: l’interpretazione  proposta da  Laura Verrecchia nei panni di Giovanna di Seymour  è intensa e ben restituisce l’ ambiguità del personaggio , il Lord Percy di Marco Ciaponi non è da meno nella presenza scenica e nel destreggiarsi tra le difficoltà del suo ruolo . Anche lui offre una appassionata interpretazione della famosa aria “Vivi tu” che infiamma il teatro. Infine si è conquistato il pubblico triestino anche il giovane basso, Riccardo Fassi nel ruolo di Enrico VIII. Completano la compagnia il mezzosoprano russo Veta Pilipenko, il fresco e bravo basso bolognese Nicolò Donini, nel ruolo di Lord Rochefort e infine, il Sir Hervey del giovane tenore palermitano Andrea Schifaudo.

Sul podio l’ottima conduzione del maestro Francesco Ivan Ciampa è attenta a coniugare i diversi registri musicali del compositore bergamasco offrendo una direzione perfetta. Una certezza,  come sempre, l’Orchestra e il Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Si replica  al Teatro Verdi Trieste sino al 28 gennaio.  L’edizione triestina verrà trasmessa integralmente in primavera su Rai3.

Scritto da: Monica Ferri

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