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Uma Thurman al Lido per “Ninphomaniac II”

di Alessandra Ressa

Accolti con grande entusiasmo da parte di pubblico e critica le versioni integrali di “Nimphomaniac” Volume I e II, di Lars Von Triers con Charlotte Gainsburg, che hanno registrato file interminabili per l’accesso alle sale alla Mostra del Cinema di Venezia. Sei ore di sesso sfrenato, costanti primi piani di parti intime dei protagonisti, non hanno però convinto tutti, e in sala si è registrato perfino un malore. Nessuna traccia invece del regista. A quanto pare, pur essendo presente al Lido, Lars Von Triers ha deciso di snobbare gli appuntamenti mondani della kermesse, preferendo agli hotel di lusso un anonimo campeggio nelle vicinanze.
L’aspetto positivo di queste due pellicole, tanto ripetitive quanto prive di contenuto, è stata la presenza al Lido della bella e brava Uma Thurman, a cui nel secondo film è stata affidata una piccola parte. La Thurman ha sfilato ieri sera sul red carpet con un casto abito nero-grigio.
Dopo il calore scatenato da Ninphomaniac è stata oggi la volta del gelido film svedese in concorso “A pigeon sat on a branch reflecting on existence”, letteralmente “Un piccione si accovacciò su un ramo riflettendo sull’esistenza” di Roy Andersson. Una sequenza di situazioni tanto comiche quanto noir alla Monty Python le cui atmosfere tetre e deprimenti, le tinte prevalenti di grigio e beige, i volti sbiancati e cupi dei protagonisti, contribuiscono a rendere questo film se non altro originale. Si ride della morte, dell’amore, della senilità, perfino degli animali torturati. Ottima la prima mezz’ora, ma poi si rischia di cadere in un sonno profondo.
Dopo la fredda Svezia, che sembra aver portato con sé il clima autunnale anche qui al Lido di Venezia, è stata la volta del Giappone con “Nobi”, “Fuochi nella pianura”, di Shinya Tsukamoto, storia di un soldato di fanteria durante la seconda guerra mondiale e la sua lotta per la sopravvivenza su un’isola del Pacifico. Pur contenendo tutti gli elementi per farne un buon lavoro, il regista ha ceduto all’ormai dilagante seduzione dello splatter, e quella che era iniziato come un dramma psicologico antimilitarista si è ben presto trasformato in un valzer di sangue e budella.
E’ stata questa anche la giornata delle premiazioni a due donne, entrambe leggende del cinema americano. Leone d’Oro alla Carriera per Thelma Schoonmaker, la montatrice di tutti i film di Martin Scorsese (è la prima volta che il Leone d’Oro alla Carriera viene consegnato ad un montatore), e premio Persol a Frances McDormand, in occasione della presentazione della miniserie HBO “Olive Kitteridge”, in cui la McDormand è brillante protagonista accanto a Richard Jenkins e Bill Murray. Il personaggio della McDormand, musa dei fratelli Cohen, che abbiamo visto esordire in “Fargo”, e più recentemente in “This must be the place” accanto a Sean Penn, è semplicemente straordinario, impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle vicende della piccola cittadina del Maine che vi terranno inchiodati allo schermo.
Giornata infine di due opere italiane fuori concorso, “Italy in a Day”, di Gabriele Salvatores, e, da Trieste, “Dancing with Maria” di Ivan Gergolet. In “Italy in a Day” Salvatores ha raccolto migliaia di video da tutta Italia, filtrati poi in una raccolta di storie e concetti, emozioni. Un lavoro lungo e faticoso il cui risultato è stato uno spaccato a volte comico, a volte tragico, del nostro paese.
Si intitola invece “Dancing with Maria” il documentario che Ivan Gergolet, originario di Doberdò del Lago e residente a Trieste, ha girato a Buenos Aires sulla ballerina Maria Fux, figura mitica del ballo argentino e pioniera della danza-terapia, che ancora oggi, a novantadue anni, insegna a danzatori di qualsiasi condizione ed estrazione sociale, ma anche uomini e donne con malattie fisiche e mentali. Il documentario, ben narrato e ricco di carica emotiva, è primo del genere in concorso nella sezione “Settimana della Critica”. Nel film, che si apre con una bella immagine di Trieste, troviamo anche la ballerina triestina Martina Serban. “Dancing with Maria” è prodotto da Igor Princic, produttore anche del fortunato “Zoran, il mio fratello scemo” del goriziano Matteo Oleotto, che l’anno scorso proprio a Venezia registrò un inaspettato successo portandosi a casa anche il Premio del Pubblico alla Settimana della Critica.

(Foto di Massimo Tommasini)

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Classe 2003. A 6 anni fa parte del coro della scuola elementare di Staranzano. Nel …