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Un musical per il talento di Billy Elliot

Vola a teatro la favola in musica di Billy Elliot.  Ispirarato alla storia vera del ballerino inglese Philip Mosley, ambientato ai tempi degli scioperi dei minatori inglesi del 1984 contro la chiusura delle miniere perseguita dal primo ministro Margaret Thatcher, il musical incassa   numerosi scrosci di applausi  a scena aperta, anche a Trieste, dove ha  debuttato il 12 gennaio al politeama Rossetti, dopo esser diventato uno dei musical più apprezzati della stagione 2015 in Italia. Erede fedele del film del 2000 di Stephen Daldry che incantò molti (tra cui Elton Jhon tanto da convincerlo a musicarne una versione teatrale) forte dei premi tra cui i prestigiosi Tony Awards, il musical presenta una qualità della messa in scena notevole, che non sfigura risperto alle prodizioni internazionali, con soluzioni sceniche originali firmate dal bravissimo Massimo Romeo Piparo – sua la regia orginale e l’adattamento italiano – funzionali alla narrazione della storia e l’efficace scenografia trasformista di Teresa Caruso.
Affiatata tutta la compagnia, piú di trentina i protagonisti in scena. Timido e talentuoso nella danza, il giovane protagonista Alessandro Frola, una piccola etoile che nella scena clou della storia incanta con tutta sua grazia leggera. Decisivo il supporto dalla piccola e promettente spalla, Christian Roberto (l’amichetto Michael), del tutto a suo agio, oltre che nella danza, anche nella recitazione. Bravi anche il resto della compagnia tra cui spiccano l’energica Sabrina Marciano, nei panni dell’insegnante di danza, uno dei punti di forza dello spettacolo assieme ad un altra donna, Cristina Noci, la spassosa  nonna di Billy e, nel ruolo del burbero padre del protagonista, Luca Biagi. Coinvolgenti le scene di gruppo coreografate da Roberto Croce, perfetta la regia luci. Insomma tutto funziona per uno spettacolo divertente e dinamico, anche se ci si sarebbe aspettato di piú dalla celebre popstar inglese per trascinarci  con il suo talento musicale dentro la magia che più ci piace di Billy Elliot: credere al proprio talento in tempo di crisi. Si replica sino al 17 gennaio.
Monica Ferri

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