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Una fortunata “Italiana in Algeri” al Verdi di Trieste

È un ’Italiana in Algeri di successo quella che ha debuttato venerdi scorso al Teatro Verdi di Trieste. L’opera torna a distanza di quasi dieci anni con un nuovo allestimento – fantasioso e bizzarro quanto basta per dar vita al fortunato dramma giocoso di Gioachino Rossini – diretto sapentemente da Stefano Vizioli. 

Il regista  napoletano, che  più volte si è cimentato con quest’opera,  conferisce  un dinamismo equilibrato ai personaggi in scena, “smussando e levigando” come scrive sulle note di regia, per mettere in luce l’essenziale del meccanismo comico ed enucleare  quell’allegria  che un’opera buffa deve possedere, semza sbavature ed eccessi.

In questa avventura creativa ha voluto accanto a sé un amico di lungo corso come Ugo Nespolo, pittore e pubblicitario italiano dal gusto pop – futurista con cui ha già collaborato in tre allestimenti.

Ne viene fuori una rappresentazione solare e sgargiante che supporta visivamente, arricchita da costumi fiabeschi, sempre disegnati da Nespolo,  l’ottimo cast capitanato da uno strepitoso  e baldanzoso Antonino Siragusa nei panni di Lindoro. Il tenore messinese, ormai di casa a Trieste, ha estasiato il pubblico presente con le sue capacità vocali e la sua facilità di esecuzione.

Applaudito anche Nicola Ulivieri (basso) che ha ben portato in scena un divertente Mustafà, notevole la prova di Chiara Amarù (contralto) nei panni di Isabella, Nicolò Ceriani (basso buffo) un esilarante Taddeo, il soprano Giulia Dalla Peruta (Elvira) e il mezzosoprano Silvia Pasini (Zulma). 

Sul podio per il maestro George Petrou, per lui un gradito ritorno a Trieste,  ha impresso  una conduzione d’orchestra vivace  ma misurata ed elegante.  Non è mancata l’ottima prova del Coro,  diretto da Francesca Tosi.

Si replica sino al 3 giugno con doppia compagnia di canto.

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