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Una Sonnambula da sogno

Ultima rappresentazione oggi, al Teatro Verdi di Trieste per La Sonnambula di Vincenzo Bellini. L’opera è l’elogio della purezza dell’amore, messa in musica dal compositore catanese, su libretto di Felice Romani che si ispirò al gusto d’oltralpe (dal “ballet-pantomime” di Eugène Scribe e Pierre Aumer intitolato La Somnambule ,1827, e dalla “comédie-vaudeville” La Somnambule di E. Scribe e G. Delavigne, 1819). Simbolo di un certo sentimentalismo idilliaco e preromantico, è uno dei il capolavoro del belcanto italiano. La regia è firmata da Giorgio Barberio Corsetti, per l’allestimento della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, e rientra tra le operaziono di straniamento. Barberio Corsetti, attore e autore teatrale, ama proporre al pubblico riletture dei testi, da angolature diverse. Per La Sonnambula tralascia, dunque, l’ambientazione da villaggio svizzero,  prevista dal libretto,  e si dedica sottolinearea piuttosto la dimensione simbolica e onirica di chi vive tra realtà e sogno, tra sonno e veglia. In  sintonia con la ricerca della semplicita musicale di Bellini, Barberio Corsetti costruisce uno spazio minimalista per suggerire
l’essenzialità di una realtà immaginaria, dove Alina ricorda Alice nel paese delle Meraviglie. Sale e scende per immense poltrone, letti giganteschi, perdendosi perfino dentro comò enormi, tutti oggetti simbolo, creati dai Cristian Taraborelli che con le sue creazioni ha davvero invaso il palcoscenico.
L’opera è impeccabile grazie alla bravura del direttore d’orchestra spagnolo Guillermo Garcia Calvo, che pur giovane ha già al suo attivo collaborazioni importanti, e senza dimenticare la grande professionalita dell’orchestra del Verdi e del coro del teatro, diretto da Francesca Tosi.
Sul palcoscenico ritorna un cast di primissimo livello e grande affiatamento in cui svetta per bravura la polacca Aleksandra Kubas-Kruk,  già Gilda in Rigoletto che ha aperto la stagione.
Accanto a lei, casta e pura Amina, il tenore rumeno Bogdan Mihai, nei panni del capriccioso Elvino, che pare scontare un po’ la poca dimestichezza nel ruolo belliniano. Tra i ruoli maschili il maggior consenso lo incassa Filippo Polinelli, nel ruolo del Conte. A completare il cast, destreggiandosi bene nelle parti Olga Dyadiv, una perfida Lisa, rivale di Amina, Namiko Kishi e Motoharu Takei.

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