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Valutazione dell’impatto economico delle attività nei Porti di Trieste e Monfalcone

today19 Gennaio 2024

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Presentato alla Torre del Lloyd uno studio sull’impatto dell’economia portuale degli scali di Trieste e Monfalcone in termini di occupazione, valore della produzione e fiscalità, a cura dell’AIOM – Agenzia Imprenditoriale Operatori Marittimi di Trieste. I risultati della ricerca sono stati suddivisi per attività diretta, indotto primario e indotto secondario.


Qui un approfondimento con Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e Sergio Bolognapresidente di AIOM.

I dati

L’occupazione diretta presente nei terminal, nelle imprese fornitrici di mano d’opera e di servizi (artt. 16 e 17) è stata pari a 4.058 unità (dati 2021), alle quali si aggiungono gli occupati dell’indotto primario (servizi vari, agenti marittimi, case di spedizione) per un totale di 8.967 unità.

 

L’occupazione nell’indotto secondario, inteso come area di mercato della logistica in senso lato, è stata stimata in 5.810 unità, che portano il totale complessivo a 14.777 unità di lavoro, che i porti di Trieste e di Monfalcone sono stati in grado di mobilitare.

 

In termini di gettito fiscale, il contributo dell’economia portuale è stato valutato complessivamente superiore a 756 milioni di euro, con un’incidenza del 51,4% sul valore aggiunto, di cui 636 milioni versati da aziende residenti in regione, distribuiti tra Stato (266 milioni) e Regione (370 milioni). Il valore annuo della produzione è stato di 1.909 milioni di euro, compreso l’indotto primario. Se a questo si somma la stima del valore della produzione nell’indotto secondario si arriva a 4 miliardi e 285 milioni.

Scritto da: Maria

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