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Verdi e il suo Attila al Teatro lirico triestino

 

Vigorosa, di quell’energia che è propria dei giovani, e idealista, ispirato a quell’integralismo patriottico   tipico anch’esso di certa gioventù,  ha debuttato nel solstizio d’estate a Trieste l’Attila, opera giovanile di Giuseppe Verdi, che mancava da tredici anni sul palcoscenico del teatro Verdi.

Dopo il Corsaro, che ha inaugurato la stagione lirica 2013, arriva ancora un omaggio dunque al compositore di Busseto dall’Ente lirico triestino  e dal suo Sovrintendente Orazi, fresco del consenso di pubblico per la recente stagione, in occasione  del bicentenario della nascita del compositore lombardo. Si tratta di un nuovo allestimento dell’opera verdiana (ambientata ad Aquileia, Venezia e Roma)  interamente prodotto dal laboratorio del Teatro lirico.

Un opera tratta dalla tragedia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner, un dramma ispirato dal nazionalismo germanico, che  Verdi reinterpretò a suo modo per dar vita ad  una delle opere giovanili più infuocate e che infiammò di lì a poco le platee risorgimentali.  E tale enfasi hanno voluto sottolineare  in questo allestimento applaudito dal pubblico, sia la conduzione del maestro Donato Renzetti, un abituè ormai a Trieste, eccellente come sempre nella concertazione e che già nel 2000 si era misurato con l’Attila verdiano,  sia la regia del romano Enrico Stinchelli, per la prima volta a Trieste, il cui stile è  fortemente influenzato dalla sua profonda esperienza televisiva. Autore e conduttore della “Barcaccia”  dall’ottobre del 1988 su Radiotre, programma“cult” di riferimento per ogni appassionato d’opera. Anche se  in qualche tratto discontinua, la sua scelta registica interpreta originalmente quel fermento, quella vitalità che Verdi voleva fosse propria delle sue opere, anche quelle. Anche la  descrittività delle pagine musicali verdiane, di cui questa opera offre esempi eccellenti, viene allora accompagnata da quella  dei contributi visivi proposti dal regista romano: onde che fluttuano, a commentare il flusso musicale, fiamme che divampano, a sottolineare l’ardore e l’ardine dei giovani personaggi. D’altro canto lo stesso compositore di Busseto poneva l’enfasi sugli effetti scenico-spettacolari delle sue opere, insisteva sulle ampie scene di massa, facendone degli aspetti innovativi del suo stile e della sua concezione drammaturgica.   Stinchelli lo asseconda su questa linea e ne  traduce in effetti moderni le originali intenzioni espressive verdiane. Assolutamente in linea anche le interpretazioni dei protagonisti, tutti degni di nota. Dal basso bulgaro  Orlin Anastassov (Attila), figlio d’arte,  straordinario interprete e protagonista della scena anche per la carica interpretativa, al baritono, anche lui bulgaro, Venteslav Anastasov (il generale romano Ezio), il soprano  Anna Markarova (Odabella),  e i tenori Like Xing (Foresto)e  Antonello Ceron (Uldino).

Si raplica domenica 23 giugno e martedì 25 giugno.

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