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Vicino lontano al via la IX edizione

In un festival che dal 2005 si propone come luogo di riflessione sui principali temi che caratterizzano e definiscono la realtà e la società in cui viviamo, ci sono edizioni nelle quali la scelta dei percorsi da seguire s’impone. Impossibile sottrarsi alle questioni cruciali messe in campo dalla crisi economica internazionale nel momento in cui questa appare aggredire maggiormente e condizionare come mai prima la vita di tutti noi. E infatti la crisi sarà il tema portante attorno a cui ruota la nona edizione divicino/lontano, a Udine dal 9 al 12 maggio 2013, dopo due importanti anteprime in programma l’8 maggio.

 

Un momento fondamentale per fare luce su un argomento così complesso e articolato e per avviare un percorso di indagine sul divario fra il funzionamento dei sistemi economico-politici e gli effetti concreti che, sempre più drammaticamente, si producono nelle nostre vite, sarà indubbiamente l’incontro con uno dei protagonisti dell’economia mondiale, il finanziere George Soros, vincitore del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani 2013 per il suo libro La crisi globale e l’instabilità finanziaria europea(Hoepli 2012). Sabato 11 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nel corso di una serata che avrà inizio alle 20, Soros riceverà il premio dalle mani di Angela Terzani, vedova del giornalista e presidente della giuria, e sarà contestualmente impegnato in un dibattito, condotto da Marino Sinibaldi, con il giornalista del Corriere della Sera Federico Fubini. Nel suo libro, una raccolta di articoli, Soros espone il proprio pensiero sulle cause e soprattutto sulle conseguenze della crisi, che si riproducono a livello globale con un effetto domino, coinvolgendo individui, società, sistemi. Scardinando il pensiero economico prevalente e sostenendo la necessità di una diversa organizzazione della finanza internazionale, l’autore invita a considerare il mercato non un fine ma piuttosto un mezzo per assicurare un equo benessere al maggior numero di persone possibile, in un quadro di garanzie democratiche.

 

Della crisi economica che investe gran parte del mondo, pur nelle sue diverse declinazioni continentali e nazionali, si affronteranno nel corso di vari dibattiti – e come sempre con l’aiuto di esperti – alcuni altri aspetti di particolare rilievo. Come la crisi del lavoro e il rapporto fra lavoro e crescita, due termini non più necessariamente interconnessi. Con un occhio particolare all’Italia, si parlerà della disoccupazione in preoccupante aumento, delle recenti misure di flessibilizzazione del mercato del lavoro e delle nuove forme di emigrazione che riguardano soprattutto i giovani laureati. Parallelamente, si cercherà di tracciare una nuova via, quella dell’Economia Civile, che pone al centro la questione dei beni comuni e s’interroga sulla possibilità di conciliare – attraverso un welfare compatibile – le logiche mercantili e le esigenze dei bilanci pubblici con la difesa dei più elementari principi di equità.

 

In rapporto alla crisi ma non solo, si guarderà alla situazione dell’Italia, preda di un disagio e di uno stallo che coinvolge non solo l’economia ma la politica, le istituzioni, la cultura e la moralità. Si tornerà fatalmente a parlare di “vuoto italiano”, riprendendo con alcuni degli stessi interlocutori il discorso incominciato a vicino/lontano nel 2011. Già allora appariva evidente che, insieme alla corruzione, una delle cause principali del declino italiano è nell’incapacità della politica di assumere il proprio ruolo e di costruire le necessarie alternative per uscire dallo stallo. Come sono cambiate le cose in questi due anni? Da dove prendere l’avvio per invertire il degrado di un sistema politico privo di orizzonti? E dopo le ultime elezioni-caos che ci hanno consegnato un’Italia con tre teste, come ritrovare la strada della responsabilità rispetto alle questioni interne, e dell’autorevolezza nei rapporti con gli altri Paesi?

 

Varcando i confini nazionali, il discorso si allargherà all’Europa e alle sue prospettive nello scenario globale. Con l’aiuto dei maggiori esperti di geopolitica, Lucio Caracciolo in primis, si analizzerà la stessa idea di Europa in un’Europa che sta attraversando una delle fasi più critiche dalla seconda guerra mondiale. Quali sarebbero le conseguenze di un’eventuale disgregazione? Come cambierebbero gli equilibri e i rapporti di forza nel mondo? Il vecchio continente diviso non rischierebbe di scivolare in una drammatica irrilevanza che metterebbe in pericolo non solo la sua tenuta economica ma anche la sua sicurezza?

 

Altro tema centrale e imprescindibile del nostro tempo è l’evoluzione del web. Nello scontro fra web-apocalittici e web-entusiasti – i primi a sostenere la fine della creatività e del pensiero critico nell’era digitale, i secondi ad affermare che, grazie alla velocità consentita dalla rete nell’acquisire informazioni e attivare interconnessioni, l’intelligenza sarebbe invece incentivata – emerge comunque la certezza dell’inizio di una nuova era che porta con sé una rivoluzione cognitiva senza precedenti, di cui le agenzie formative devono tenere conto. Una questione che si pone con urgenza è anche quella del rapporto fra rete e democrazia. Come dimostrano gli stessi risultati delle recenti elezioni italiane, la rete può contribuire a rinnovare le forme dell’architettura istituzionale e a cambiare il modo di fare politica. Nuove opportunità, non prive di rischi, sono offerte dal nuovo scenario. La rete ha le sue insidie, due sono la censura e la sorveglianza digitale. Grazie alla massa di dati personali che ogni giorno immettiamo su Internet, una vita iper-connessa ci rende più che mai tracciabili, catalogabili, e dunque “utilizzabili” a fini commerciali e controllabili a fini politici. Da qui la necessità di contrastare tale tendenza, adottando strategie avanzate di difesa.

 

Come accade regolarmente a vicino/lontano, il dibattito non si limita ai temi principali ma si allarga, imbocca strade parallele, in alcuni casi riprende il filo di discorsi cominciati negli anni precedenti o si incammina su nuovi sentieri. La rete, ad esempio, riporta in campo il “post-umano”, uno dei temi centrali della scorsa edizione. Allo stesso modo, i discorsi sul futuro dell’Italia e dell’Europa non possono prescindere dal tema delle nuove generazioni e del loro rapporto con i “padri” e col principio di autorità,e dunque dal sistema educativo. Il futuro dell’Europa si giocherà in modo decisivo sul terreno dell’educazione. Si torna allora a parlare di scuola, della necessità di rinnovare i programmi per rispondere alle sfide della competizione planetaria, che impone conoscenze comuni, salvaguardando però la pluralità delle esperienze e valorizzando le singole peculiarità. Né si può tralasciare un aggiornamento sulle condizioni sempre più critiche in cui versa l’ambiente e sulle conseguenze che questo comporta sul destino dell’umanità. Desertificazione, alluvioni, agricoltura intensiva, consumo irrazionale del suolo rappresentano alcuni dei fattori che stanno determinando un’alterazione degli equilibri geo-biologici di numerose aree del pianeta. È quanto mai urgente capire quali siano le risorse ambientali che oggi dobbiamo considerare veramente strategiche.

Programma sul sito www.vicinolontano.it
Fonte: Ufficio stampa Volpe & Sain