Prima del vigneto, della vendemmia e del vino nel bicchiere c’è una piccola pianta: la barbatella. È da qui che parte la puntata di Radio Chef dedicata a Le Radici del Vino, la manifestazione che dal 9 all’11 ottobre 2026 ha animato Rauscedo, nel comune di San Giorgio della Richinvelda. Ai microfoni di Radio Punto Zero, il sindaco Michele Leon racconta il legame tra questa terra e una produzione capace di raggiungere i vigneti di tutto il mondo.
Un appuntamento pensato per coinvolgere professionisti, appassionati e famiglie, facendo conoscere il lavoro, le competenze e le persone che precedono la nascita di un vino.
La barbatella: una piccola pianta, una storia da conoscere
Rauscedo, capitale mondiale della barbatella, custodisce un patrimonio che unisce manualità, esperienza e ricerca. Nell’intervista, Leon sottolinea quanto sia importante raccontarlo anche a chi arriva da fuori regione e a chi, pur apprezzando il vino, conosce poco il percorso che porta alla realizzazione di un vigneto.
Le sale tematiche multimediali accompagnano il pubblico alla scoperta di questa storia, mostrando la stagionalità della produzione e il rapporto tra la vite e il territorio. Nella sala dei sensi, grappoli e aromi diventano strumenti per avvicinarsi al mondo del vino attraverso un’esperienza concreta.
Un ruolo particolare spetta alle dimostrazioni di innesto, affidate a persone che hanno dedicato una vita a questo lavoro. Osservare i loro gesti permette di comprendere quanta cura richieda una barbatella prima di essere pronta per raggiungere il vigneto.
Tra le esperienze raccontate dal sindaco c’è anche il trenino turistico, proposto nelle giornate di sabato e domenica per raggiungere il VCR Research Center dei Vivai Cooperativi Rauscedo e conoscere da vicino le attività di ricerca e innovazione legate alla vite.
Nell’Arena del Gusto, il Friuli incontra i vini del mondo
Per Radio Chef, la scoperta passa naturalmente anche dalla tavola. Nell’Arena del Gusto, la cucina friulana offre numerose possibilità di abbinamento: gnocchi di patate e di zucca, cjarsons alle erbe, formaggio salato, salame all’aceto, baccalà e bocconcini di guanciale.
Piatti che raccontano tradizioni diverse e invitano a fermarsi, assaggiare e condividere. Ad accompagnarli, il percorso enologico della manifestazione, con la rassegna “Il Vino ritorna alle sue Radici”: oltre cento etichette provenienti da diversi Paesi, prodotte da viti nate dalle barbatelle di Rauscedo.
Dall’Australia alla Nuova Zelanda, dalla Francia alla Germania, fino al Cile, all’Argentina e al Nord America, il vino torna simbolicamente nel luogo da cui è cominciato il suo percorso.
Spazio anche alle degustazioni guidate, con un appuntamento dedicato alla Vernaccia di San Gimignano, e al Festival della Ribolla Gialla, che valorizza le interpretazioni spumantizzate di uno dei vitigni più rappresentativi del Friuli Venezia Giulia.
Ricerca, cooperazione e una comunità di volontari
Accanto alle proposte gastronomiche, Le Radici del Vino dedica attenzione agli strumenti e alle prospettive del settore. La Fiera Viticoltura d’Eccellenza, con oltre quaranta espositori ricordati nell’intervista, affianca al racconto della tradizione le tecnologie rivolte a chi lavora nei vivai e nei vigneti.
Il programma degli incontri ha affrontato anche il ruolo della cooperazione, con protagonisti come Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano, Alessio Planeta, Denis Pantini e Flavio Geretto. Un confronto sulle trasformazioni dei mercati, dei consumi e delle imprese vitivinicole.
Con il sommelier e divulgatore Andrea Amadei, invece, l’attenzione si è spostata sui vini dealcolati, tema affrontato anche attraverso una degustazione alla cieca.
A completare il racconto, gli appuntamenti culturali con Angelo Floramo, la comicità dei Papu, le attività per i bambini e la marcia tra i vigneti: occasioni diverse per avvicinarsi al territorio.
Ma il ricordo che Leon porta con sé dalle precedenti edizioni è soprattutto lo stupore dei visitatori davanti a una storia che non conoscevano. Una curiosità che ripaga anche il lavoro dei circa quattrocento volontari impegnati nell’organizzazione, ai quali il sindaco rivolge il proprio ringraziamento per il tempo e la passione dedicati alla manifestazione.




