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Le armi per Trieste Italiana. L’inchiesta giudiziaria che ha cambiato la nostra storia – il libro

today27 Novembre 2024

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    Le armi per Trieste Italiana. L’inchiesta giudiziaria che ha cambiato la nostra storia - il libro Maria Musil


Mercoledì 27 novembre alle 17.30 presso la Libreria Luglio Editore di Galleria Rossoni in Corso Italia a Trieste si terrà la presentazione del libro di Silvio Maranzana “Le armi per Trieste Italiana. L’inchiesta giudiziaria che ha cambiato la nostra storia”. Interverranno Carlo Mastelloni, già Procuratore della Repubblica a Trieste ed editorialista del Corriere della Sera e Pietro Spirito, scrittore e giornalista. Presenta Francesco Cardella, giornalista.

 

Il libro
Venezia, Ponte di Rialto, fine anni Novanta. Dietro le bancarelle del mercato si apre il portone degli uffici giudiziari. In due visite nel suo studio il giudice istruttore Carlo Mastelloni fotocopia personalmente e mi affida un centinaio di fogli dattiloscritti che cambiano la storia recente di Trieste. Sono gli incartamenti tenuti nascosti dai governi che si sono succeduti e che si riferiscono al fino allora sconosciuto Ufficio Zone di confine che fece segretamente da tramite tra lo Stato italiano e il Territorio Libero di Trieste. L’Italia non abbandonò la città inviando fiumi di armi, celate poi in nascondigli scavati nottetempo a Trieste, e denari, foraggiando oltre a tutti i partiti italiani, 11 giornali settimanali, 43 sodalizi sportivi, 56 circoli culturali, 14 associazioni di com-battenti, reduci e partigiani, 20 associazioni giovanili. Tutto per tenere vivo il sentimento di italianità e contrastare le mire sulla città della Jugoslavia comunista di Tito. Inoltre elementi triestini venivano addestrati segretamente in Friuli all’uso delle armi e degli esplosivi. Un fatto che secondo Mastelloni può far retrodatare la nascita di “Gladio” e collocarla proprio a Trieste già a metà degli anni Quaranta. Tutte però operazioni illegali che rischiarono anche di dare ossigeno a una componente neofascista che caratterizzò le cosiddette Squadre del Viale e di Cavana. Dinanzi a Mastelloni, Giulio Andreotti negò tutto, ma l’ex ministro della Difesa Paolo Emilio Taviani finì per ammettere: “Si error, felix error”. A confermare tutto c’era la mole di documenti trovati da Mastelloni che per la prima volta ho pubblicato in modo un po’ confuso una ventina di anni fa e che ora qui riordinati assumono un valore particolare in occasione del settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia.

 

Silvio Maranzana, triestino, laureato in Filosofia, giornalista professionista, è stato per 35 anni cronista del quotidiano Il Piccolo. Da sei anni è direttore della rivista Nord Adriatico Magazine. In una quindicina di libri pubblicati ha indagato aspetti storici, politici, economici, sportivi e trame criminali di Trieste e delle terre vicine. Tra questi libri, il recentissimo “Trieste files. Le verità nascoste dalla Seconda guerra mondiale a oggi” (Luglio editore).


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