Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
Radio Punto Zero Tre Venezie La Radio del Friuli Venezia Giulia
play_arrow
Diretta Damilano - Enrico Torlo igor Damilano
play_arrow
Successo straordinario del Cirque du Soleil a Trieste Monica Ferri
Dal 16 al 24 gennaio 2026 Trieste torna a essere la capitale italiana del cinema dell’Europa centro-orientale con la 37ª edizione del Trieste Film Festival, da oltre trent’anni laboratorio permanente sulla “Nuova Europa”: un osservatorio privilegiato su identità, confini, trasformazioni e fratture del continente, raccontate attraverso opere capaci di creare ponti tra Est e Ovest.
Con oltre 120 appuntamenti tra film, documentari, cortometraggi, masterclass e incontri, la rassegna diretta da Nicoletta Romeo invita il pubblico a un percorso che attraversa la Storia — quella del Novecento e quella più recente — ma anche le memorie intime, le geografie dello sguardo e le traiettorie future di un’Europa in divenire.
Il Trieste Film Festival si svolgerà in tre luoghi simbolo della programmazione culturale cittadina: Politeama Rossetti, Teatro Miela e Cinema Ambasciatori. Tre spazi che, nel corso della settimana, diventeranno una vera mappa di visioni: dalla sala grande alle proiezioni più sperimentali, dagli incontri con gli autori ai dialoghi con i professionisti.
Il festival si apre venerdì 16 gennaio al Teatro Miela con “Franz” di Agnieszka Holland, un progetto ambizioso e di forte respiro internazionale: un biopic su Franz Kafka costruito come mosaico caleidoscopico, dalla Praga ottocentesca alla Vienna del primo dopoguerra, seguendo l’impronta dell’autore e del suo immaginario.
La rassegna vive poi la consueta “doppia apertura” con martedì 20 gennaio, quando al Politeama Rossetti arriva “The Disappearance of Josef Mengele” di Kirill Serebrennikov, ritratto dell’ex medico nazista di Auschwitz nella sua fuga e clandestinità in Sud America, fino al confronto inevitabile con un passato che non smette di presentare il conto. Il giorno successivo, 21 gennaio alle 11.30, Serebrennikov terrà anche una masterclass al Rossetti, moderata da Joël Chapron.
La chiusura, sabato 24 gennaio al Rossetti, è affidata a “Silent Friend” di Ildikó Enyedi, opera che attraversa il tempo con sguardo poetico: un albero di ginkgo osserva e custodisce, per oltre un secolo, le trasformazioni di tre vite umane. Sempre il 24 gennaio alle 17.00, Enyedi incontrerà il pubblico in una masterclass.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca anche il ritorno di Sergei Loznitsa, con l’anteprima italiana di “Two Prosecutors”, che riporta lo spettatore nell’URSS del 1937, dentro un sistema di repressione dove una sola lettera sfuggita al fuoco può innescare un gesto di verità contro l’inerzia del potere.
Il programma intreccia autori e autrici tra i più interessanti del panorama contemporaneo: da Christian Petzold (con l’anteprima italiana di “Mirrors No. 3”) a Šarūnas Bartas (con l’intimo e potente “Lagūna”), fino a nuove voci come Nastia Korkia e Mascha Schilinski, in un mosaico di opere che alterna lirismo, cronaca, allegoria e racconto del quotidiano.
Il Trieste Film Festival conferma la sua identità competitiva con tre concorsi internazionali (lungometraggi, documentari, cortometraggi) e amplia il racconto con sezioni che sono diventate firma riconoscibile della manifestazione:
Visioni Queer, dedicata alle storie e alle rappresentazioni LGBTQ+ nell’Europa centrale e orientale, spesso in contesti dove la libertà di espressione è fragile o messa in discussione.
Wild Roses, spazio alle registe europee: quest’anno focus sulle voci femminili del cinema sloveno.
La retrospettiva “Il secondo turno: compagne al lavoro”, che guarda al lavoro e alle sue narrazioni, tra storia sociale e immaginario.
Il TSFF per i piccoli, pensato per avvicinare anche i più giovani al cinema come esperienza condivisa.
Accanto alle proiezioni, trovano spazio anche iniziative che aprono il festival alla città e alle comunità: dal percorso con le scuole alle proiezioni accessibili per persone con disabilità uditive e visive (in collaborazione con INCinema), fino ai corti del territorio transfrontaliero.
A tenere insieme identità e immaginario del festival è anche l’omaggio visivo: quest’anno la bora — compagna di viaggio immancabile del gennaio triestino — diventa protagonista della locandina, con uno scatto nella Trieste anni ’50 firmato da Ugo Borsatti, a cui l’edizione dedica un tributo speciale. Un’immagine simbolo che unisce memoria, ironia e appartenenza, come una dichiarazione d’amore alla città e al suo modo unico di abitare il vento.
Nelle parole della direttrice Nicoletta Romeo, questa edizione vuole offrire “bussole nuove” per orientarsi in una geografia umana sempre più complessa: il Trieste Film Festival si conferma così non solo una vetrina, ma un luogo di confronto, dialogo e bellezza, dove lo schermo diventa spazio politico, poetico e necessario.
Per programma, biglietti, informazioni e aggiornamenti (oltre a materiali stampa e locandine), riferimenti ufficiali:
PASSKIT: https://bit.ly/PRESSKIT_37TSFF
LOCANDINE / POSTER: https://bit.ly/POSTER_37TSFF
Scritto da: Nicole

Questo sito utilizza cookie tecnici necessari al suo funzionamento.
Non utilizziamo cookie di profilazione o di terze parti.
Puoi accettare, rifiutare o personalizzare i cookie premendo i pulsanti desiderati.
Chiudendo questa informativa continuerai senza accettare.
Impostazioni privacy
Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito.
Visualizza la Cookie Policy Visualizza l'Informativa Privacy
Su questo sito non sono presenti cookie di terze parti o strumenti di tracciamento.