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Con l’arrivo della primavera, sulle tavole del Friuli Venezia Giulia torna uno degli ortaggi simbolo della stagione: l’asparago. Buono, versatile, legato alla tradizione contadina e apprezzato anche per le sue proprietà benefiche, diventa ancora una volta protagonista di Asparagus 2026, la rassegna organizzata dal Ducato dei Vini Friulani per valorizzare e promuovere l’asparago Friulano.
L’iniziativa accompagnerà il pubblico dal 20 marzo al 29 maggio con un itinerario gastronomico che unisce cucina, convivialità e racconto del territorio. A presentare la manifestazione ai nostri microfoni è stato Alessandro Salvin, di Duca Alessandro I del Ducato dei Vini Friulani, che ha illustrato il programma di questa nuova edizione.
L’edizione 2026 di Asparagus coinvolgerà dieci ristoranti, con appuntamenti ogni venerdì sera. Otto locali si trovano in regione, mentre due serate porteranno la rassegna anche oltre i confini del Friuli Venezia Giulia: una a Milano, in una storica trattoria sede del Ducato, e una a Portogruaro, in un locale da tempo legato alla tradizione della manifestazione.
Ogni ristorante proporrà un proprio menu dedicato agli asparagi, frutto della creatività degli chef e del legame con il territorio. Ci sarà però anche un filo conduttore: il piatto scelto per tutti sarà il grande classico asparagi e uova, che ogni cucina interpreterà nel proprio stile.
Accanto ai piatti, naturalmente non mancheranno i vini del Friuli Venezia Giulia, con etichette capaci di rappresentare le diverse anime del territorio, dal Collio ai Colli Orientali, in un abbinamento pensato per esaltare al meglio i sapori della stagione.
Asparagus non sarà soltanto una rassegna gastronomica, ma anche un percorso culturale. Durante gli appuntamenti ci saranno infatti momenti dedicati alla storia dell’asparago, alle sue origini e alle tradizioni che nel tempo si sono intrecciate attorno a questo prodotto.
Tra i racconti più curiosi c’è quello legato al nome “Asparagus”, che richiama l’antico termine utilizzato in epoca romana. E poi ci sono le testimonianze che riportano al Settecento, quando la coltivazione dell’asparago bianco era particolarmente diffusa nella zona di Tavagnacco, a lungo considerata una delle aree simbolo di questa produzione. Secondo la tradizione, perfino l’imperatore d’Austria, dopo aver assaggiato gli asparagi friulani durante un viaggio in Italia, ne sarebbe diventato così estimatore da farli arrivare fino a Vienna.
Oggi la coltivazione si è estesa ad altre zone della regione e una delle aree più vocate è quella compresa tra Fossalon, Fiumicello, Monfalcone e Gorizia, dove si concentra una parte importante della raccolta. Le stime per quest’anno parlano di circa 800 quintali, numeri che confermano il valore di una produzione sempre più apprezzata.
L’asparago è un ingrediente capace di sorprendere anche in cucina. Oltre al tradizionale abbinamento con le uova, trova spazio in primi piatti, secondi e interpretazioni più originali, come quelle che uniscono gli asparagi al pesce, in un incontro di sapori che alcuni ristoratori riescono a trasformare in proposte particolarmente raffinate.
Anche sul fronte dei vini gli spunti non mancano. Tra gli abbinamenti più indicati, secondo l’esperienza raccolta nei ristoranti aderenti, ci sono il Friulano, il Riesling, lo Chardonnay e la Ribolla Gialla, vini che ben accompagnano la delicatezza e la personalità dell’asparago. Un prodotto che, oltre ad essere protagonista in tavola, è apprezzato anche dai nutrizionisti per le sue caratteristiche salutari.
Scritto da: Nicole
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