Un viaggio tra cultura celtica, ricette tradizionali e antichi rituali che ancora oggi vivono nel cuore del Friuli Venezia Giulia.

Con l’arrivo dell’estate, Trieste si immerge in un’atmosfera ricca di fascino e suggestione grazie al Triskell, il celebre festival dedicato alla cultura celtica che anima il comprensorio di San Giovanni. Un evento che coincide con uno dei momenti più simbolici dell’anno: la Notte di San Giovanni, legata ai riti del solstizio d’estate, ai falò propiziatori e alla raccolta delle erbe spontanee bagnate dalla rugiada.
Queste antiche tradizioni rappresentano molto più di un semplice richiamo al passato. In Friuli Venezia Giulia, terra di incontri tra popoli e culture, il patrimonio celtico continua a vivere attraverso la cucina, le usanze popolari e il profondo legame con la natura.
Le erbe spontanee, un’eredità della cultura celtica
I Celti erano grandi conoscitori delle proprietà delle piante selvatiche e delle erbe officinali. La loro alimentazione era strettamente connessa ai ritmi della natura e alle risorse offerte dal territorio, una filosofia che ancora oggi ritroviamo in molte ricette tradizionali.
Per celebrare questo legame tra storia e gastronomia, uno dei piatti più evocativi della stagione è rappresentato dagli Spätzle verdi alle Erbe di San Giovanni con burro nocciola e ricotta affumicata, una preparazione che racchiude i profumi dei prati estivi e i sapori autentici della tradizione friulana.
Ingredienti per 4 persone
- 300 g di farina
- 3 uova fresche
- 150 ml di acqua o latte
- 150 g di erbe spontanee miste (ortica, tarassaco, piantaggine oppure spinacini freschi)
- un pizzico di noce moscata
- sale q.b.
Per il condimento:
- 80 g di burro
- qualche foglia di salvia
- ricotta affumicata friulana grattugiata
Preparazione:
Le erbe spontanee vengono sbollentate per pochi minuti, quindi strizzate e frullate fino a ottenere una crema omogenea. Questa viene incorporata a farina, uova, acqua, noce moscata e sale, creando una pastella morbida e consistente.
L’impasto viene poi lavorato con l’apposito attrezzo per spätzle e fatto cadere direttamente in acqua bollente salata. Una volta affiorati in superficie, gli gnocchetti vengono scolati e saltati in padella con burro aromatizzato alla salvia fino a ottenere il caratteristico profumo di nocciola.
Il piatto viene completato con una generosa grattugiata di ricotta affumicata friulana, che dona intensità e carattere a una preparazione semplice ma ricca di storia.
La spesa secondo la filosofia celtica
L’alimentazione dei Celti era basata sulla stagionalità e sulla valorizzazione delle materie prime disponibili nel territorio. Cereali integrali, formaggi, miele, frutti di bosco e carni conservate costituivano gli elementi principali della loro dieta. Per comporre la nostra lista della spesa di ispirazione celtica ed estiva possiamo fare affidamento sui Supermercati Bosco di Trieste.
Anche oggi infatti è possibile ispirarsi a queste abitudini scegliendo ingredienti genuini e di qualità come:
- farro, orzo e avena per insalate estive nutrienti;
- ricotta affumicata e formaggi della tradizione;
- miele millefiori e frutti di bosco;
- tagli di carne selezionati per grigliate e preparazioni rustiche.
Una scelta che unisce gusto, semplicità e rispetto per la stagionalità.
Cosa bevevano i Celti?
Quando si parla di cultura celtica, il pensiero corre immediatamente all’idromele, la celebre bevanda ottenuta dalla fermentazione del miele e considerata per secoli la “bevanda degli dei”.
Accanto all’idromele erano diffuse anche birre artigianali prodotte con orzo e grano, spesso arricchite da erbe aromatiche e spezie. Tuttavia, una delle curiosità meno conosciute riguarda il loro rapporto con il vino.
I Celti importavano grandi quantità di vino dalle regioni mediterranee e lo consumavano puro, a differenza dei Romani che erano soliti diluirlo con acqua.
Per rievocare oggi quell’atmosfera di festa e condivisione, una birra artigianale non filtrata oppure un vino rosso del territorio rappresentano l’abbinamento ideale per accompagnare piatti ispirati alla tradizione celtica e alle celebrazioni del solstizio d’estate.
La qualità parte dagli strumenti: l’importanza della tecnica in cucina
Quando si lavora con ingredienti delicati come le erbe spontanee, la qualità degli strumenti fa la differenza. Un taglio preciso permette infatti di preservare aromi, oli essenziali e caratteristiche organolettiche delle materie prime, valorizzando ogni preparazione.
Per ottenere risultati professionali anche nelle ricette più semplici, è fondamentale affidarsi a utensili ben mantenuti e correttamente affilati. In questo ambito, Affilautensili Natisone di Leproso di Premariacco rappresenta un punto di riferimento per chi desidera prendersi cura delle proprie lame e migliorare la qualità del lavoro in cucina.
Sapori di montagna: dove le tradizioni continuano a vivere
Le montagne del Friuli Venezia Giulia e delle vicine Dolomiti custodiscono ancora oggi un patrimonio gastronomico profondamente legato alla natura e ai ritmi delle stagioni. È proprio tra queste valli che molte tradizioni antiche continuano a esprimersi attraverso prodotti artigianali e lavorazioni tramandate nel tempo.
A Camporosso, Dawit accoglie visitatori e appassionati con un’offerta che valorizza i sapori autentici delle Alpi Giulie, tra taglieri e specialità che raccontano il territorio.
Proseguendo verso Sappada, Alimentari Cardis mantiene viva una cultura gastronomica fatta di formaggi, speck e prodotti selezionati, dove la conservazione e la lavorazione seguono ancora criteri legati alla tradizione alpina.
Per chi desidera concludere il viaggio con una nota dolce, una tappa alla Pasticceria Ghedina di Cortina d’Ampezzo permette di scoprire creazioni artigianali che celebrano uno degli ingredienti simbolo della montagna: i frutti di bosco.
Benessere naturale: un trattamento di bellezza ispirato alla tradizione celtica
L’attenzione dei Celti per le proprietà benefiche delle piante non si limitava alla tavola. Erbe, cereali e prodotti dell’alveare erano infatti utilizzati anche per la cura del corpo e della pelle.
Una preparazione semplice e naturale, ispirata a questi antichi saperi, può trasformarsi in un efficace trattamento di bellezza domestico.
Per realizzarlo bastano due cucchiai di farina d’avena finissima, un cucchiaio di miele e due cucchiai di infuso freddo di camomilla o calendula. Mescolando gli ingredienti si ottiene una crema morbida da applicare sul viso con delicati movimenti circolari.
L’avena svolge un’azione lenitiva e purificante, particolarmente apprezzata durante i mesi più caldi, mentre il miele contribuisce a mantenere l’idratazione della pelle e a migliorarne la luminosità.
Un piccolo rituale di benessere che richiama il profondo legame tra natura e cura della persona, tramandato attraverso i secoli fino ai giorni nostri.




