Il viaggio della Fiamma olimpica è un racconto in movimento, fatto di brevi passaggi di mano — appena duecento metri ciascuno — che diventano un gesto collettivo. Dal 18 al 26 gennaio, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono attraversati da questo rito laico che unisce atleti, volontari, campioni olimpici e cittadini comuni in un’unica narrazione condivisa. Il percorso italiano della Fiamma nasce lontano, a Olimpia, dove il fuoco viene acceso il 26 novembre, arriva a Roma il 4 dicembre e da lì si snoda per 63 giorni lungo 12 mila chilometri. In totale, 10.001 tedofori accompagnano il simbolo dei Giochi fino allo stadio di San Siro, il 6 febbraio. Non si tratta solo di spostarsi nello spazio, ma di collegare esperienze, generazioni e discipline diverse.
Il Veneto come palcoscenico diffuso
In Veneto il viaggio assume una dimensione monumentale: 45 Comuni coinvolti e sei siti Unesco toccati dal percorso. Il Lago di Garda apre il cammino, con la Fiamma che attraversa la Valpolicella, raggiunge Peschiera e arriva a Verona, in piazza Bra, davanti all’Arena che ospiterà la cerimonia di chiusura dei Giochi. Qui il passaggio della torcia diventa un incontro tra epoche sportive diverse: dalla leggenda del salto in alto Sara Simeoni, oro a Mosca 1980, alla doppia campionessa olimpica di mountain bike Paola Pezzo, fino al ciclista Elia Viviani, oro a Rio 2016 e bronzo a Tokyo 2020. Proseguendo verso Vicenza, Padova e Treviso, la Fiamma incontra il rugby dei fratelli Mauro Bergamasco e Mirco Bergamasco, il canottaggio olimpico di Rossano Galtarossa, il ciclismo su pista di Silvio Martinello e l’impegno istituzionale rappresentato dalla rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli.
Il Friuli Venezia Giulia: la Fiamma al confine
Dal 23 gennaio il racconto si sposta in Friuli Venezia Giulia, dove il percorso assume un valore fortemente simbolico. Aquileia, Ronchi dei Legionari e Monfalcone aprono le tappe regionali, prima dell’abbraccio serale di Trieste in piazza Unità. Qui la Fiamma è sostenuta dagli atleti di casa: il cestista Alberto Tonut, la schermitrice Margherita Granbassi, la judoka Veronica Toniolo, la velista Giovanna Micol e il campione paralimpico di tennistavolo Matteo Parenzan. Il 24 gennaio diventa la giornata del confine: Gorizia, Gradisca, Sagrado, Fogliano Redipuglia, Palmanova e Cividale raccontano un territorio che ha fatto della storia europea una parte della propria identità. A Udine, in piazza Libertà, la Fiamma è accolta da figure che rappresentano sport, spettacolo e memoria sportiva come Rachele Sangiuliano, la conduttrice Lodovica Comello e il mezzofondista Venanzio Ortis.
Verso la montagna, verso la storia
Il viaggio riprende il 25 gennaio da Pordenone, rientra in Veneto attraversando Conegliano, Vittorio Veneto e le colline del Prosecco, fino a Feltre e Belluno. Il 26 gennaio la Fiamma sale in quota: Ponte nelle Alpi, Vajont, Longarone, Cadore, fino a Cortina d’Ampezzo. Qui il cerchio si chiude idealmente con la memoria dell’Olimpiade del 1956, a settant’anni di distanza, accompagnata da volti simbolo dello sport italiano come il canoista Daniele Molmenti, oro a Londra 2012, e la fondista Gabriella Paruzzi, oro a Salt Lake City 2002.