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"L’Agnese va a morire": quando il teatro diventa memoria Maria Musil
Il teatro può raccontare storie lontane, ma quando quelle storie ci parlano ancora oggi con verità, emozione, rabbia e coraggio, diventano qualcosa di più: diventano memoria viva. È quello che succede con “L’Agnese va a morire”, spettacolo in scena questa sera, martedì 1° luglio, alle ore 21.00 nella suggestiva Corte Marco d’Aviano a Gradisca d’Isonzo, nell’ambito della decima edizione di FESTIL – Festival Estivo del Litorale, diretto da Tommaso Tuzzoli e Federico Bellini. Sul palco, Cinzia Spanò, attrice, autrice e regista, ci conduce dentro le pagine del celebre romanzo di Renata Viganò, pubblicato per la prima volta nel 1949 da Einaudi, e considerato uno dei testi fondamentali della letteratura partigiana.
Ma chi è Agnese?
È una donna qualunque, una lavandaia di mezza età, ruvida, chiusa, forse persino inconsapevole. Una donna come tante, che si ritrova travolta dalla Storia: il marito deportato dai tedeschi, la guerra che entra in casa, la necessità, più che la scelta, di resistere. E così, Agnese entra nella Resistenza, e inizia un percorso di consapevolezza che è anche il nostro. Il suo sguardo semplice, diretto, ci accompagna in una presa di coscienza che arriva potente al pubblico, senza sconti. La crudeltà della guerra, il dolore delle perdite, ma anche la dignità silenziosa, la scelta di esserci, diventano elementi di un racconto che commuove e scuote.
Quello di Cinzia Spanò è un teatro necessario. Un teatro che dà voce a chi è stata dimenticata, che riporta al centro le donne partigiane, spesso relegate ai margini dei racconti ufficiali. L’Agnese non è solo una contadina con una gatta e una pistola: è il simbolo di tutte quelle donne che hanno combattuto in silenzio, senza clamore, per una libertà che oggi diamo per scontata. Renata Viganò, partigiana lei stessa, fu tra le prime a raccontare questo punto di vista femminile, e lo fece con una scrittura essenziale, diretta, dura. Cinzia Spanò rilegge oggi quel romanzo con rispetto e forza teatrale, trasformandolo in uno spettacolo emotivo, politico, umano.
Nel dietro le quinte con Cinzia Spanò
Per capire meglio il lavoro dietro questo spettacolo, abbiamo intervistato Cinzia Spanò, protagonista e autrice, che per il terzo anno consecutivo torna a FESTIL con una proposta teatrale forte, radicata nella memoria storica e attualissima. Nel podcast Cinzia ci racconta il perché di questa scelta, il valore delle figure femminili nella Resistenza, e anche qualche retroscena di un lavoro potente, arricchito dalle musiche dal vivo di Federica Furlani e dai costumi di Elena Rossi.
Lo spettacolo è prodotto da Effimera Teatro con il sostegno di Audrey ANPI. È inserito nel ricco programma di FESTIL – Festival Estivo del Litorale, giunto alla sua decima edizione, che porta il teatro contemporaneo in luoghi suggestivi del Friuli Venezia Giulia, con una selezione di spettacoli capaci di parlare al presente attraverso la memoria, il corpo e la parola. Per scoprire il programma completo e acquistare i biglietti: www.festivalestivodelitorale.com
(Foto Laila Pozzo)