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Parole come armi, parole come poesia: PEITHO – Persuasione debutta a FESTIL

today24 Giugno 2025

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C’è una voce che torna dal fondo della storia, una figura mitologica che prende parola sul nostro presente: è Peitho, la dea greca della Persuasione, evocata sulla scena non per convincere, ma per difendersi. Lo spettacolo “PEITHO – Persuasione”, firmato da Federica Fracassi e Irene Petra Zani, è uno dei momenti più densi di questa edizione di FESTIL – Festival Estivo del Litorale. In scena, giovedì 19 giugno alla Sala Bartoli di Trieste, il “primo studio” di un progetto che ha già la forza e la lucidità di un’opera compiuta.

 

Un concerto per voci, suoni e pensiero
Il testo nasce dalla figura tragica di Carlo Michelstaedter, filosofo goriziano morto suicida a soli 23 anni, autore de La persuasione e la rettorica, saggio lucido e disperato sul fallimento del linguaggio e della relazione umana. Attorno a questa voce giovanissima e assoluta, Fracassi e Zani costruiscono una partitura scenica che mescola parola, mito, filosofia e suono. Sul palco, insieme a Federica Fracassi, anche Dimitrios Papavasiliu e Shari DeLorian, che firma anche il paesaggio sonoro: un vero e proprio “coro” elettronico e contemporaneo. La scena è scarna, sospesa, ma intensamente abitata. Le voci si sovrappongono, si interrompono, si interrogano. Peitho non persuade, forse non vuole nemmeno farlo. In un mondo che chiama “retorica” ogni tentativo di verità, la sua presenza in scena è un atto di resistenza.

 

L’arte come esercizio del dubbio
Il testo ha vinto il bando di drammaturgia Futuro Passato 2024 e il premio di produzione di FESTIL25, ed è realizzato in collaborazione con Teatro di Dioniso, Tinaos, CSS – Teatro Stabile di Innovazione FVG e Stanze – teatro fuori dai teatri. Ma più che i riconoscimenti, colpisce il coraggio formale e tematico di un lavoro che rifiuta semplificazioni e si muove con precisione tra poesia e pensiero, tra filosofia e ferita. Come racconta Federica Fracassi, PEITHO è una riflessione sull’uso e sull’abuso della parola, ma anche sul ruolo dell’arte oggi: “Raccontare anche il male, le nostre parti oscure, senza indulgere né cedere.” Uno spettacolo necessario, che prende posizione, e al tempo stesso ci lascia inquieti, interrogati, vigili.

 

Lo spettacolo non offre risposte. Al contrario, interroga lo spettatore, lo spinge a riconoscere le maschere che indossa, a chiedersi cosa significhi oggi persuadere, parlare, resistere. E soprattutto: chi ha il diritto di raccontare? Per rispondere a questa domanda e saperne di più sulla storia dello spettacolo disponibile qui l’intervista a Federica Fracassi.
Il calendario completo di FESTIL 2025 è disponibile su www.festivalestivodelitorale.com

(In copertina Federica Fracassi nella foto di Dirk Vogel)

 


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