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Ultima settimana di Figaro a Trieste

today9 Dicembre 2025

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Il Teatro Verdi di Trieste apre la nuova stagione lirica con un gesto artistico di notevole ambizione: un dittico dedicato alla figura di Figaro, accostando Le Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Due pilastri dell’opera buffa, diversi per linguaggio e sensibilità musicale ma accomunati dalla geniale penna di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, che ha consegnato alla storia uno dei personaggi più vitali e amati del teatro.

Un allestimento di grande raffinatezza

La regia e la scenografia portano la firma di Pier Luigi Pizzi, maestro della scena internazionale, qui al suo debutto triestino. Pizzi costruisce un unico spazio scenico neoclassico: una scatola bianca, astratta e modulare, che assume di volta in volta la forma di un salone, di un giardino o di un cortile. Questa architettura essenziale, quasi metafisica, è valorizzata da un calibrato disegno luci e da costumi di squisita eleganza, creando un continuum visivo che collega i due titoli senza confonderne l’identità.

La direzione musicale: equilibrio e brillantezza

Sul podio, il direttore musicale Enrico Calesso guida l’orchestra del Teatro Verdi con gesto chiaro e musicale, evidenziando le peculiarità stilistiche dei due mondi sonori. Nelle Nozze di Figaro, emerge la trasparenza classica e la perfetta architettura mozartiana; nel Barbiere, esplodono invece la vivacità ritmica, il virtuosismo vocale e i celebri crescendi rossiniani. Una lettura attenta, rispettosa e incisiva, che il pubblico ha accolto con convinti applausi.

Un cast omogeneo e di alto livello

Le Nozze di Figaro brillano grazie a un ensemble vocale coeso, capace di restituire equilibrio scenico e raffinatezza musicale. Tra i più applauditi:
Paola Gardina (Cherubino), intensa e vibrante;
Giorgio Caoduro (Conte d’Almaviva), fraseggio ricco e autorevole;
Ekaterina Bakanova (Contessa), elegante, musicale, impeccabile;
Simone Alberghini (Figaro), perfettamente a suo agio nella parte;
Carolina Lippo (Susanna), brillante, fresca e teatralmente efficace.

Nel Barbiere di Siviglia si distinguono per presenza scenica e qualità vocale:
Alessandro Luongo, Figaro travolgente per energia e carisma;
Annalisa Stroppa, Rosina dal timbro affascinante e dalla linea impeccabile;
Marco Filippo Romano, un Don Bartolo irresistibile per tempi comici e precisione;
Marco Ciaponi, Conte d’Almaviva elegante, sicuro e luminoso.

Un dialogo tra epoche che conquista il pubblico

Il dittico Figaro presentato dal Teatro Verdi non è solo un accostamento tematico, ma un vero percorso drammaturgico: due opere che si rispecchiano e si rispondono, mescolando epoche, stili e caratteri senza perdere la propria unicità. Un’operazione teatrale intelligente, curata e coinvolgente, che inaugura la stagione con un equilibrio raro tra spettacolo, visione registica e qualità musicale.

Il pubblico ha premiato l’iniziativa con entusiasmo, confermando il successo di un’apertura di stagione che lascia presagire un’annata ricca di proposte di alto livello.

Per informazioni: www.teatroverdi-trieste.com/it/

Scritto da: Nicole

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