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Obiettivo 13 – Arte e cambiamenti climatici: a Villa Manin una mostra per riflettere sul futuro del pianeta

today5 Febbraio 2025

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Dal 1° febbraio al 27 aprile 2025, la sala esposizioni della barchessa di levante di Villa Manin ospita la mostra collettiva “Obiettivo 13 – Arte e cambiamenti climatici”. L’evento, organizzato da Erpac FVG e curato da Giacomo Bassmaji e Linda Carello, vede la partecipazione di sei artisti contemporanei impegnati a esplorare le conseguenze del cambiamento climatico attraverso il linguaggio dell’arte.

Un tema di drammatica attualità

L’esposizione prende il nome dall’Obiettivo 13 dell’Agenda ONU 2030, dedicato all’azione per il clima, e si inserisce in un contesto in cui gli effetti del mutamento climatico sono sempre più visibili. La stessa Villa Manin ha subito le conseguenze di questo fenomeno: la siccità dell’estate 2023 ha prosciugato i laghetti del parco, mettendo a rischio la fauna ittica, mentre negli ultimi due anni cinquanta alberi ad alto fusto sono stati abbattuti a causa delle temperature estreme.

Gli artisti e le opere

I sei artisti coinvolti affrontano il tema ambientale con approcci differenti, unendo estetica e denuncia sociale:

  • Giovanni Betti e Katharina Fleck, entrambi architetti, presentano un lavoro incentrato sulla condizione dei ghiacciai italiani. Le loro opere riflettono sul complesso rapporto tra l’uomo e la natura, invitando il pubblico a una presa di coscienza collettiva.
  • Roberto Ghezzi, con la sua serie “Naturografie”, lascia che sia la natura stessa a imprimere tracce sulle tele, trasformandole in testimonianze visive e scientifiche dei cambiamenti ambientali.
  • Maria Elisabetta Novello utilizza la cenere per esplorare la dualità del fuoco come elemento distruttivo e generativo, proponendo un’arte che funge da strumento di denuncia.
  • Laura Pozzar indaga la fragilità degli ecosistemi e la connessione tra vita e morte, offrendo uno sguardo sulle catastrofi ambientali che sfuggono al controllo umano.
  • Giorgia Severi porta avanti un progetto incentrato sugli effetti del turismo e dell’inquinamento in Papua Occidentale, con opere che continuano a evolversi e resteranno in corso fino al 2026.

Un programma di approfondimento

Oltre alla mostra, tra febbraio e aprile 2025, si terranno incontri aperti al pubblico per approfondire le tematiche affrontate dagli artisti. Questi appuntamenti offriranno occasioni di confronto su questioni ambientali urgenti, stimolando un dibattito su come l’arte possa contribuire alla sensibilizzazione e alla ricerca di soluzioni per contrastare il cambiamento climatico.

 

“Obiettivo 13 – Arte e cambiamenti climatici” è un’opportunità per riflettere sulla crisi ecologica in corso, attraverso lo sguardo e la creatività di artisti che trasformano la denuncia in bellezza, dando voce alle urgenze del nostro tempo. Per saperne di più: www.villamanin.it

Scritto da: Maria

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