Ben ritrovati, amici di Radio Chef. Oggi vi accompagniamo tra i profumi dei pascoli d’alta quota, dove la montagna friulana custodisce tradizioni antiche e sapori unici. A Tolmezzo, durante il Filo dei Sapori dell’11 e 12 ottobre, torna una delle novità più attese: la Via delle Malghe, un percorso dedicato alle produzioni d’alpeggio e alla vita di chi ancora lavora in malga. Un’iniziativa che continuerà a vivere anche oltre la manifestazione e che abbiamo voluto approfondire insieme a Manuela D’Orlando, presidente della Cooperativa dei Malghesi della Carnia e della Valcanale.
Una via nata per valorizzare la vita d’alpeggio
Il Filo dei Sapori da anni porta in piazza gli agricoltori e i produttori della montagna, ma questa edizione fa un passo in più. La Via delle Malghe nasce per offrire uno spazio dedicato a un mondo che, come racconta Manuela, è prezioso e ancora poco valorizzato.
Un mondo fatto di mani che lavorano all’alba, di pascoli che cambiano colore a ogni stagione e di prodotti che profumano di erba fresca e aria pulita.
La collaborazione tra Comunità di Montagna, Associazione Allevatori e Cooperativa dei Malghesi ha dato vita a un percorso che permette ai visitatori di conoscere da vicino chi vive e custodisce queste terre.
Scatti, sapori e incontri lungo il percorso
Passeggiando nella Via delle Malghe si incontreranno i produttori, si potranno assaggiare formaggi freschi e stagionati, ricotte affumicate, burro d’alpeggio, ascoltare racconti di transumanze e estati passate tra casere e pascoli.
Il percorso sarà arricchito dagli scatti di Ulderica Da Pozzo, tratti dalla mostra Passaggi sul Fil del Taimp: immagini intense che catturano la vita quotidiana della montagna, il rapporto con gli animali, i gesti tramandati di generazione in generazione. Non semplici fotografie, ma frammenti di memoria che restituiscono la voce ai malgai e ai loro paesaggi.
A rendere il tutto ancora più coinvolgente, ci sarà anche una piccola “fattoria” dove osservare la mungitura dal vivo e una visita alla latteria, per completare idealmente il viaggio del latte: dal pascolo al prodotto finito.
Una tradizione che guarda avanti
Come spiega Manuela, oggi la montagna sta vivendo un cambiamento importante. Sempre più giovani decidono di investire in un’azienda agricola o di riaprire una malga, scegliendo un futuro fatto di sostenibilità, qualità e legame con il territorio.
Non è un ritorno nostalgico al passato, ma la volontà di dare valore a ciò che la montagna può offrire: biodiversità, filiere corte, prodotti genuini e un paesaggio che vive grazie al lavoro quotidiano di chi lo abita.
I sapori della Carnia: il gusto dell’alpeggio
Parlando di cucina, Manuela ci racconta che il formaggio di malga è il suo prodotto del cuore, perché non ne esiste uno uguale all’altro. Cambia il pascolo, cambia l’erba, cambia il sapore: un invito a scoprire le differenze malga dopo malga.
E tra le ricette che porta nel cuore ci sono naturalmente i cjarsons, piatto simbolo della Carnia, perfetti con burro caldo e ricotta affumicata: un abbinamento che racchiude l’anima della montagna friulana.
Un invito da non perdere
La Via delle Malghe sarà quindi un’occasione per incontrare i malgai, conoscere la vita d’alpeggio, fare scorta di prodotti genuini e, perché no, programmare una visita alle malghe nella prossima stagione estiva.
Se avete ricette speciali con i formaggi d’alpeggio o storie legate alle malghe della Carnia, potete condividerle con noi: saranno parte dei prossimi racconti di Radio Chef.
Ringraziamo Manuela D’Orlando per averci guidati in questo viaggio tra i sapori e la memoria della montagna friulana. Radio Punto Zero vi aspetta presto con nuovi appuntamenti dedicati alle eccellenze del Friuli Venezia Giulia.




