Mangiare non significa semplicemente assaggiare. Prima ancora che un alimento arrivi al palato, lo abbiamo già osservato, ne abbiamo percepito il profumo, la consistenza e, spesso senza rendercene conto, anche i suoni. È proprio da questa idea che nasce Gebele, l’appuntamento in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 a Sauris, dove le eccellenze gastronomiche del territorio incontreranno la scienza della percezione.
Il nome dell’evento significa “forchetta” in lingua saurana, ma quello proposto dalla Rete d’Imprese Sauris-Zahre sarà un viaggio che andrà ben oltre il semplice assaggio. Per due giorni prodotti, piatti, profumi, rumori e atmosfere diventeranno parte di una vera esperienza multisensoriale, con il contributo del professor Massimiliano Zampini dell’Università di Trento, che accompagnerà il pubblico alla scoperta di come il nostro cervello costruisce ciò che chiamiamo “sapore”.
Il sapore nasce anche nel cervello
Durante l’intervista a Radio Chef, Zampini ha spiegato come una delle convinzioni più comuni sia quella di associare il sapore quasi esclusivamente al gusto e all’olfatto. In realtà, ogni volta che mangiamo, il cervello raccoglie contemporaneamente informazioni provenienti da vista, udito, tatto, olfatto e gusto, integrandole in un’unica esperienza.
Un esempio molto semplice è quello del caffè. Prima ancora di berlo, il rumore della moka che sta per terminare la preparazione crea un’aspettativa. Poi arrivano il profumo, il colore e infine il sapore.
Lo stesso accade con un alimento croccante. Zampini ha raccontato un esperimento condotto con delle patatine: ai partecipanti veniva fatta assaggiare sempre la stessa patatina, mentre attraverso un microfono veniva modificato il rumore prodotto durante la masticazione. Cambiando soltanto il suono, le persone arrivavano a giudicare la patatina più o meno croccante e fresca.
È una dimostrazione concreta di quanto anche l’udito possa modificare la nostra percezione del cibo. Persino la musica troppo alta in un ristorante può influenzare l’esperienza, perché rischia di coprire quei piccoli suoni che accompagnano naturalmente ciò che stiamo mangiando.
Proprio questo sarà uno dei fili conduttori di Gebele: imparare a prestare attenzione a sensazioni che abitualmente consideriamo secondarie. Il programma parte infatti dal principio che tutti i sensi collaborino nella costruzione del sapore, dalla consistenza percepita attraverso il tatto alle aspettative generate dalla vista prima ancora dell’assaggio.
I prodotti di Sauris diventano un’esperienza
A rendere concreto questo viaggio saranno naturalmente i produttori del territorio.
Nel Mercato sensoriale si potranno incontrare realtà come l’Azienda Agricola Pa’ Mairlan, che lavora le erbe di montagna e coltiva le fave di Sauris, presidio Slow Food; la Casa dell’Ape di Gorizia, con il miele ottenuto dalle arnie portate sui pascoli di Sauris; la Malga Alta Carnia, custode della tradizione casearia delle montagne friulane; e il Prosciuttificio Wolf, dove il prosciutto di Sauris nasce anche grazie alla tradizionale affumicatura al legno di faggio.
Il territorio, dunque, non sarà soltanto lo scenario della manifestazione, ma una parte fondamentale dell’esperienza. Zampini stesso ha raccontato di essere rimasto particolarmente colpito dalla sua prima visita a Sauris, non soltanto per il paesaggio, ma anche per l’ambiente e per le persone incontrate.
Una scoperta che si inserisce nella filosofia della Rete d’Imprese Sauris-Zahre, che attraverso Gebele vuole valorizzare le produzioni locali e, allo stesso tempo, raccontare un territorio che ha ottenuto la certificazione come Destinazione Turistica Sostenibile dal Global Sustainable Tourism Council.
Dal mercato sensoriale alla Cena dei sensi
Il programma entrerà nel vivo sabato 3 ottobre. Alle 11.30 è prevista La cucina che racconta, un momento dedicato alla trasformazione degli ingredienti e alla nascita di un piatto; dalle 12.30 spazio invece al pranzo di montagna accompagnato dalla musica dal vivo.
Alle 15.30 sarà proprio Massimiliano Zampini a guidare l’incontro “Come il cervello costruisce il sapore”, dedicato alla percezione multisensoriale e ai meccanismi attraverso i quali il cervello interpreta ciò che mangiamo.
Alle 17 arriveranno i tradizionali vledlan, le frittelle saurane con salvia e menta, accompagnate dal vin brulé. La giornata culminerà poi alle 20 con la Cena dei sensi all’Albergo Ristorante Riglarhaus di Lateis: un percorso ideato per mettere alla prova la percezione attraverso piatti preparati dalla cuoca Paola Schneider, suoni, atmosfere e suggestioni. I posti disponibili per la cena sono circa cinquanta.
La domenica comincerà invece alle 9 con Un dolce risveglio alla Pasticceria Siesle di Sauris di Sotto, mentre alle 11.30 il laboratorio Mani in pasta porterà i partecipanti alla scoperta dei segreti del pane e dei gesti della tradizione saurana.
Per partecipare alle attività è prevista la Gebele Card, acquistabile per una singola giornata oppure per l’intero weekend; colazioni, pranzi e cene devono invece essere prenotati separatamente.
Due giorni, quindi, per scoprire che dietro un sapore c’è molto più di quanto immaginiamo. A Sauris, il 3 e 4 ottobre, la gastronomia diventa un modo diverso di osservare, ascoltare, toccare, annusare e, solo alla fine, assaggiare.



