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Villa Manin celebra l’artista svizzero Zimoun (Berna, 1977), autore di installazioni visive e sonore dal fascino ipnotico.
Il percorso si compone di nove grandi opere che occupano altrettante sale della villa e sono allo stesso tempo creazioni cinetiche e complessi strumenti sonori. Realizzate con materiali semplici come scatole di cartone, sacchetti, aste metalliche o di legno, le installazioni dell’artista appaiono come organismi viventi che ci incantano tanto per la dinamica dei movimenti che per i suoni che producono. Ognuna delle installazioni è composta da elementi modulari azionati da motori elettrici che producono suoni o ritmi ricorrenti. Le opere così realizzate sono in bilico fra creazione naturale e invenzione dell’ingegno, fra studio e caso, fra geometria e astrazione. Esse appaiono come affascinanti creature naturali tanto che chi le osserva è indotto a cercare il principio logico che ne governa il funzionamento come si trovasse di fronte a un nuovo fenomeno della natura.
Qui un’anteprima sul percorso della mostra con Guido Comis Direttore del Servizio catalogazione, promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio di ERPAC:
Villa Manin non è una semplice cornice delle opere. Le creazioni ospitate nelle sale dialogano con l’architettura, con gli stucchi e con gli affreschi alle pareti, così come con i rumori del parco. Le decorazioni della dimora di Passariano sono caratterizzate da forme geometriche ricorrenti che trovano un rimando negli elementi ripetitivi delle installazioni, mentre i profili sinuosi degli stucchi e i colori degli affreschi esaltano per contrasto il carattere modulare e i toni trattenuti delle opere.
I battiti, i ronzii, le pulsazioni e i ticchettii prodotti dalle installazioni si confondono con i rumori della natura provenienti dal parco: i cinguettii degli uccelli, il frinire delle cicale, il fruscio del vento, il tambureggiare della pioggia.
L’opera di Zimoun è dunque un’opportunità di riscoperta degli spazi della villa, un modo nuovo per visitarla e per avvicinarsi alla natura che la circonda.
La mostra è curata da Guido Comis Direttore del Servizio catalogazione, promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio di ERPAC (Ente Regionale per il Patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia), e ha ricevuto il sostegno di Pro Helvetia, la più importante fondazione svizzera per la cultura.
Orari dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Aperture straordinarie: 1 novembre, 8 dicembre, 1 e 6 gennaio. 24 e 31 dicembre fino alle ore 14.00
Per saperne di più www.villamanin.it
Scritto da: Maria

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