Home / #Barcolana53 / BARCOLANA 53 – Il porto del futuro

BARCOLANA 53 – Il porto del futuro

Intervista a Zeno D’Agostino Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale:

Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico orientale, facciamo il punto sulla situazione del Porto?
Le prospettive di sviluppo toccano entrambi i Porti di Trieste e Monfalcone, i dati sono buoni, sia dal punto di vista dell’analisi statistica dei flussi, quindi come traffico di merci e traffico intermodale, che soprattutto sulla crescita dell’occupazione, tanto per dare qualche numero: per il porto di Trieste abbiamo un +51% in questi primi otto mesi e anche Monfalcone viaggia sul 40-45% di crescita di domanda dell’articolo 17 e questo, mi permetto di dire, è la cosa che mi dà più soddisfazione.

Parliamo di sviluppo futuro e sostenibilità…
È una sfida importante, avere un sistema che cresce in sinergia con il territorio che lo ospita. Circa 425 milioni di euro arriveranno dal fondo complementare, la parte italiana di cofinanziamento del Pnrr, dal ministero infrastrutture e mobilità sostenibile, poi c’è la componente denominata Green Port, che arriva dal Ministero della Transizione Ecologica. Con questi ultimi fondi stiamo lavorando per potenziare l’infrastruttura ferroviaria di tutto il sistema del Porto di Trieste e per l’elettrificazione delle banchine che permette alle navi di poter spegnere i motori in porto. Ciò significa anche avere la capacità energetica per rifornirle, per questo dobbiamo utilizzare i fondi da una parte per elettrificare le banchine e dall’altra per strutturarci in parallelo agli interventi del Pnrr per produrre energia in maniera sostenibile, utilizzando il porto non solo come consumatore di energia ma anche come produttore, chiaramente green. Abbiamo superato l’anno scorso gli obiettivi di sostenibilità che Bruxelles si è data per il 2050, con più del 50% delle merci che si muovono via ferrovia, mentre per quanto riguarda le emissioni delle navi, ci siamo dati un orizzonte che è quello del Recovery Fund. Un traguardo di economia circolare applicata al porto per una crescita molto più sostenibile.

La digitalizzazione?
Il nostro Port Community system oggi gestisce il 100% delle informazioni che viaggiano nel porto di Trieste, rendendo digitale l’interporto di Fernetti abbiamo ridotto le inquinanti code dei camion ai varchi del Porto, investire sulla tecnologia ci ha permesso di essere anche più sostenibili.

Come sarà il porto del futuro?
Stiamo creando i presupposti per una visione di porto totalmente diversa, come hub energetico e come hub tecnologico digitale, per queste nuove modalità di sviluppo del porto va sfruttata una risorsa che Trieste ha molto più dei nostri competitor, ovvero la presenza dei centri di ricerca di innovazione e tecnologia, una risorsa che ci permetterà di essere più competitivi degli altri nella nostra visione di sviluppo portuale dove anche la città diventa una risorsa per il porto e non solo il porto per la città.

Prova anche

Il depuratore di Servola apre le sue porte ai cittadini

Lo sapevate che Trieste ha l’unico depuratore al mondo che…”parla con il mare” e che …

Casa Moderna 2021: tutte le interviste

Le interviste ai protagonisti di Casa Moderna, la Fiera che, raggiunto il traguardo della 68esima …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

13 + diciannove =