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Solo il 26 novembre sono in arrivo al Teatro Rossetti di Troeste le tre grandi star, interpreti di Elpheba o Galinda nel musical “Wicked”. Proprio mentre esce in Italia la seconda parte del film tratto dall’omonimo musical, Kerry Ellis, Rachel Tucker ed Emma Hatton saliranno sul palcoscenico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con il loro “Gravity”, un invito a superare limiti personali e artistici sfidando la gravità
Il concerto non è solo una celebrazione di Wicked, ma un percorso musicale che attraversa altri grandi successi: Sunset Boulevard, We Will Rock You, i Queen, Andrew Lloyd Webber. «Abbiamo scelto brani che parlano delle nostre identità artistiche» continua Kerry Ellis. «È stato come creare una costellazione di musica e memoria. Ogni canzone è una parte di noi».
Con loro arriva la sicurezza luminosa di chi ha calcato per anni i palchi del West End e di Broadway, ma anche l’emozione palpabile di un ritorno a un repertorio che ha segnato le loro vite.
«Portare Gravity in Italia è speciale» continua Kerry Ellis, con un sorriso che tradisce l’entusiasmo. «È un concerto che nasce dal cuore, da un legame profondo con Wickede con tutto quello che rappresenta: il coraggio di sfidare ciò che ci tiene a terra». Il titolo, infatti, non è casuale. Rimanda alla celebre Defying Gravity, simbolo di un musical che ha lasciato un’impronta incancellabile e che oggi torna alla ribalta nel momento dell’uscita al cinema della seconda parte del film tratto dall’opera di Stephen Schwartz.
Il progetto non è una celebrazione del passato, ma della strada che ognuna di loro ha percorso grazie a quei personaggi. È un concerto, ma anche una storia di tre potenti interpreti come Rachel Tucker. La sua voce calda e potente le ha fatto guadagnare una nomination agli Olivier Awards, ma quando parla del suo ritorno alla strega verde di Oz, si fa sorprendentemente vulnerabile: «Elphaba ti chiede tutto. Ti chiede verità. Ed è quella stessa verità che cerchiamo di portare in Gravity».
Emma Hatton, che nel West End è stata Elphaba, ma anche Evita e interprete nel musical su Tina Turner, ascolta con attenzione, poi interviene: «È incredibile come un ruolo possa accompagnarti negli anni. Cresci, cambi, vivi, e ogni volta Elphaba ritorna diversa, più profonda. In Gravity racconto un po’ questa trasformazione, senza filtri».
Quando chiedo qual è la sfida più grande che hanno affrontato nelle loro carriere, Emma Hatton risponde senza esitazione: «Capire che non devi essere perfetta, devi essere vera. Questo è il nostro mestiere».
Prima di congedarsi, chiedo loro cosa si aspettano dal pubblico italiano. La risposta è unanime e immediata: «Connessione».
«Non c’è concerto senza il pubblico» dice Kerry. «Gravity è un viaggio che si fa insieme. È un abbraccio».
Rachel sorride: «Speriamo che Trieste ci accolga come ha accolto tanti protagonisti del musical».
Emma ride: «E noi promettiamo una notte spensierata da non dimenticare».
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Scritto da: Monica Ferri
today27 Novembre 2025 2

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