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Il “Nostro Carso” candidato al censimento “I Luoghi del Cuore”

Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano per il Friuli Venezia Giulia ha candidato il Carso, con tutto il territorio transfrontaliero colpito dai roghi a “I Luoghi del Cuore”, il più grande censimento spontaneo per la tutela del patrimonio italiano promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per far sentire la voce di tutti coloro che lo abitano, lo amano e lo vogliono salvare, recuperandolo, per poterlo tramandare alle future generazioni. Un’iniziativa per sensibilizzare inoltre tutti sulla necessità di promuovere tra i cittadini una maggiore consapevolezza sulla necessità della tutela ambientale che si basa anche sull’adozione di nuovi comportamenti per mitigare l’impatto dell’uomo sulla natura. Una candidatura condivisa con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che vede come media partner il quotidiano Il Piccolo e Radio Punto Zero, e che tutti possono votare – maggiorenni, minorenni, italiani e stranieri – cliccando sul sito fondoambiente.it/luoghi o attraverso i moduli cartacei di raccolta voti, fino al 15 dicembre 2022.

Gli incendi che nell’ultimo periodo hanno interessato varie zone del Carso, tra Italia e Slovenia, mostrano quanto questo territorio, così peculiare per le sue particolarità ambientali, i suoi fattori geologici, climatici e vegetazionali, geografici e urbanistici, sia fragile, avendo registrato oltre un migliaio di incendi boschivi dal 1990 ad oggi, che mai, tuttavia, avevano raggiunto l’intensità e le dimensioni dei fenomeni di questi giorni.

Un approfondimento in questo servizio con Stefano Zannier Assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna e Tiziana Sandrinelli, Presidente Regionale del Fondo per l’Ambiente Italiano per il Friuli Venezia Giulia. Qui il il servizio:

IL CARSO
Il Carso – Pietra. Questo è il significato della radice di origine paleoindoeuropea “kar” o “karra” che si cela dietro il nome italiano Carso, lo sloveno e croato Kras, il friulano Cjars, o il tedesco Karst. Un luogo suddiviso oggi in più Stati da confini politici (Italia, Slovenia e Croazia), che è sentito caro allo stesso modo da tantissimi che lo vivono come un’unica risorsa, comune e identitaria. Il luogo infatti è certamente una “pietra miliare”, ovvero un territorio ben presente nell’immaginario collettivo di chi vive in Friuli Venezia Giulia, in particolare nelle ex province di Gorizia e Trieste, come pure in Slovenia e in Croazia, per essere stato teatro di violente battaglie durante la Prima Guerra Mondiale tra le milizie italiane e quelle austro-ungariche. Ma anche assolutamente distintivo dal punto di vista geologico per la sua conformazione fatta di rocce carbonatiche che subiscono fenomeni di lenta dissoluzione a causa delle acque piovane e del vento, grazie alle quali si creano cavità e depressioni a cielo aperto rappresentate dai pozzi verticali e più spesso dalle doline. Un “unicum” così particolare al punto che, in tutto il mondo, aree con composizione del suolo simile sono chiamate “zone carsiche” e fenomeni naturali di questo tipo sono definiti con il termine scientifico di “Carsismo”. Un territorio che è unico anche per il suo essere accomunato da manufatti simili – i muretti a secco, che marcano i terreni coltivabili e recintano i pascoli, i piccoli borghi dalle vie strette per essere meno esposti alla bora – simili produzioni enogastronomiche, una biodiversità di flora e di fauna peculiare, difficilmente riscontrabile in altri angoli del mondo, che va oltre la predominanza della stessa pietra. E certamente di pietra non può essere il cuore di ciascuno di fronte al gravissimo incendio che in questi giorni ha così duramente colpito più zone del Carso, sia in Italia, sia in Slovenia.

I LUOGHI DEL CUORE
Il senso dei LDC – Il Censimento “I Luoghi del Cuore” promosso dal FAI è uno straordinario strumento di democrazia: incoraggia e stimola cittadini alla partecipazione attiva e li richiamano alla responsabilità che tutti abbiamo nei confronti del patrimonio da tutelare e promuovere del nostro Paese, come sancito dall’articolo 9 della Costituzione e in piena attuazione del principio di sussidiarietà previsto dall’articolo 118. Grazie al censimento ciascuno può fare la propria parte, segnalando luoghi che ha particolarmente cari, in cui si riconosce e si identifica, che vorrebbe fossero tutelati perché potrebbero essere leve efficaci per lo sviluppo.

Il coinvolgimento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha accolto con favore l’iniziativa del FAI perché, una volta che sarà terminata la gestione dell’emergenza, sarà necessario “riportare in vita” i luoghi danneggiati e tale processo richiederà un’analisi accurata degli effetti che il passaggio del fuoco avrà causato sull’ecosistema ambientale per programmare attentamente la ricostituzione dei sistemi naturali ed economici delle aree devastate.

“Vorrei che questa raccolta voti fosse dedicata a Elena Lo Duca, la volontaria che ha perso la vita durante la lotta agli incendi e attraverso quest’iniziativa ringraziare tutta la catena che ha coinvolto Stato, Regione, Sindaci, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, volontari nella lotta all’emergenza – afferma il Vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi – Gli incendi di questi giorni, fenomeni mai avvenuti in forma così grave, evidenziano come sia necessario difendere un luogo simbolico, i cui valori sono non solo storici ma rappresentano l’emblema di qualcosa di “tradizionale” che a volte viene messo in secondo piano per rincorrere qualcosa di nuovo mentre dovremmo invece recuperare il senso profondo di ciò che abbiamo”

COME FIRMARE
Il regolamento – I luoghi più votati ricevono un contributo a fronte della presentazione di un progetto da concordare con il FAI: 50.000 euro, 40.000 euro e 30.000 euro vengono assegnati rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato. FAI e Intesa Sanpaolo, dopo la pubblicazione dei risultati (febbraio 2023) ed entro il mese di marzo, lanciano inoltre il consueto Bando per la selezione dei progetti di intervento in base al quale tutti i proprietari (pubblici o non profit) e i portatori di interesse dei luoghi che avranno ottenuto almeno 2.500 voti possono presentare alla Fondazione una richiesta di sostegno sulla base di specifici progetti d’azione.

Il voto si può esprimere fino al 15 dicembre 2022 con un click su fondoambiente.it/luoghi attraverso i moduli cartacei di raccolta voti per l’utilizzo nelle scuole di ogni ordine e grado.. Tutti possono votare: maggiorenni, minorenni, italiani e stranieri.

APPROFONDIMENTI
Gli incendi – Gli incendi scoppiati sul Carso negli ultimi giorni hanno già interessato circa 4.500 ettari, di cui 900 sul territorio italiano e oltre 3.500 su quello sloveno. E data la riattivazione di alcuni focolai questi numeri purtroppo sono destinati a crescere. Sinora in Friuli Venezia Giulia: 780 i volontari della Protezione Civile, 356 le giornate-uomo dei Vigili del Fuoco coinvolti nell’ingente opera di spegnimento insieme al Corpo forestale regionale. Nel Sistema di Protezione Civile attivato coinvolti anche Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. 295 gli automezzi della Protezione Civile, 109 quelli dei Vigili del Fuoco. 4 gli elicotteri del sistema regionale e uno quello messo a disposizione dalla Provincia Autonoma di Trento, che hanno operato per 12 giornate di volo. Altre 9 le giornate di volo dei Canadair e 3 quelle degli elicotteri messi a disposizione dal Centro operativo aereo unificato. Le operazioni in Friuli Venezia Giulia hanno visto in più occasioni il supporto dei Vigli del Fuoco provenienti dalla Slovenia. In Slovenia, a oggi, per spegnere i roghi sono stati impiegati quasi 1.500 Vigili del Fuoco, oltre 200 Forestali e 140 militari dell’esercito per la logistica, e ancora membri della Protezione Civile, più di 200 taglialegna e volontari. 4 gli elicotteri. In supporto della Slovenia, oltre alla Protezione Civile del FVG, è intervenuto anche il Meccanismo Europeo di Protezione Civile che ha fornito tre elicotteri (uno dall’Austria, uno dalla Croazia e uno dalla Slovacchia), e un team di Vigili del Fuoco dalla Croazia con alcuni mezzi antincendio. Dalla Romania sono stati inviati in Slovenia due velivoli Spartan per i Vigili del Fuoco e un aereo da trasporto C130 Hercules per il supporto logistico. Aiuti anche da Serbia e Ungheria, che hanno fornito due elicotteri ciascuno.

La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e gli incendi – La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è stata da subito ed è costantemente in prima linea nella gestione dell’emergenza, per garantire il contenimento e lo spegnimento degli incendi, sta coordinando il Centro di coordinamento soccorsi (Ccs), ha promulgato un decreto di emergenza e ha dato la massima assistenza a tutti coloro che sono rimasti a vario titolo coinvolti, dagli abitanti delle zone colpite, ai viaggiatori (turisti, lavoratori, …) che in strada o su ferrovia si trovavano nelle zone coinvolte. La Regione è inoltre già attiva nella programmazione di quanto sarà necessario fare per agevolare il ripristino di questo habitat così peculiare.

Il valore della collaborazione nei LDC – L’unione fa la forza, e la forza di questa iniziativa sta proprio nella mobilitazione di tanti: cittadini riuniti in comitati, comunità vere e proprie, ma anche istituzioni ed enti locali che trovano ne “I Luoghi del Cuore” uno strumento concreto ed efficace, capace di incidere sui territori dando un’insperata risonanza a buone cause, innescando collaborazioni che generano ulteriori positivi risultati: in diversi casi, ad esempio, lo stanziamento di fondi aggiuntivi rispetto a quelli resi disponibili da FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto, o l’attrazione di risorse economiche richiamate dalla visibilità ottenuta grazie al censimento. “I Luoghi del Cuore” rappresenta dunque anche un invito alla responsabilità, dei cittadini tanto quanto degli enti proprietari, perché è solo con l’attivazione di una pluralità di soggetti che si realizza quel processo virtuoso di coinvolgimento e di partecipazione collettiva che costituisce il miglior viatico, se non la migliore garanzia, per l’avvio di successivi percorsi di recupero e di rilancio.

I numeri dei LDC – Giunto quest’anno all’undicesima edizione, dal 2003 il censimento ha raccolto 9,6 milioni di voti in favore di oltre 39.000 luoghi in più di 6.500 comuni: luoghi cari, da salvare dall’abbandono, dal degrado o dall’oblio, perché siano recuperati e valorizzati, conosciuti e frequentati.

I “Luoghi del Cuore” in Friuli Venezia Giulia – In questi anni, in Friuli Venezia Giulia, ben tre luoghi hanno ottenuto così tanti voti da potersi poi candidare e ottenere il finanziamento messo a disposizione dal FAI grazie alla partnership con Intesa Sanpaolo per un progetto di restauro e valorizzazione: il Leone Marciano dell’Arco Bollani di Udine (2010), il Parco del Castello di Miramare a Trieste (2012), la macchina a vapore dell’Amideria Chiozza di Ruda (2016). E in ciascuna di queste occasioni la raccolta voti è stata un volano per innescare circoli virtuosi di azioni che hanno poi portato altri soggetti pubblici e privati a sostenere il recupero di quella parte di territorio.

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