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Inaugurato alla presenza del Presidente Mattarella l’anno accademico dell’Università degli Studi di Trieste

today28 Marzo 2022

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La consapevolezza di una grande responsabilità: far fruttare al meglio le imponenti risorse finanziarie che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza metterà a disposizione, ma anche la determinazione di chi ha già intrapreso un percorso di progetti e investimenti per contribuire al rilancio del Paese. Si è presentata in questi termini l’Università degli Studi di Trieste nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Qui il video completo:

Davanti al Capo dello Stato UniTS ha espresso l’orgoglio di un Ateneo che ha affrontato il biennio della pandemia applicando i protocolli di sicurezza sanitaria e sostenendo i fondamentali ruoli della ricerca scientifica e dell’assistenza medica. Un biennio che l’Ateneo giuliano ha affrontato senza interrompere né rallentare le sue attività istituzionali e il suo processo di crescita.

Il Rettore Roberto Di Lenarda nel suo discorso inaugurale ha voluto inizialmente rivolgere un pensiero a coloro che soffrono in conseguenza del conflitto in corso in Ucraina auspicando che l’Università, quale luogo di conoscenza, ricerca e scambio, contribuisca alla pace e al dialogo tra i popoli. “Continueremo come Sistema Trieste ad essere solidali e aperti a tutte le collaborazioni scientifiche – ha ribadito il rettore – ma saremo anche forti nel condannare le aggressioni di chi pensa di imporre con la forza le sue inaccettabili prevaricazioni”.
UniTS, anche attraverso la rete Scholars at Risk, sta lavorando per garantire il diritto allo studio degli studenti in fuga dalla guerra. Attualmente ha espresso vicinanza ai suoi 66 studenti di origine ucraina e ha messo a disposizione sette borse di dottorato rivolte ai giovani ricercatori della nazione al centro del conflitto.

L’inaugurazione di questa mattina è stata anche occasione per rilanciare l’importanza strategica dei dottorati di ricerca per formare il capitale umano necessario alla ripartenza del Paese. UniTS ha investito ampiamente nei Phd, anticipando il trend di sviluppo previsto dal PNRR: “Nell’ultimo triennio – ha puntualizzato Di Lenarda – i nostri dottorati hanno registrato un incremento degli iscritti del 74%”. Questa crescita sarà ulteriormente accelerata nell’anno accademico 2022/23.”

Un altro elemento strategico per innescare una crescita economica solida e duratura è stato individuato nella costituzione e nel consolidamento di ecosistemi di innovazione e ricerca che valorizzino la ricerca applicata e industriale. Il nostro territorio, che vede già in atto sinergie tra enti di ricerca di dimensione internazionale, potrà disporre, attraverso un efficace utilizzo delle risorse legate al PNRR, di un importante fattore competitivo e di ulteriore attrattività.
Lo dimostra, tra gli altri, l’avvio del progetto ambizioso della Hydrogen Valley, promosso dall’Università di Trieste nel campo della transizione energetica, che vede come attori principali la Regione Friuli Venezia Giulia, la Slovenia e la Croazia, esempio unico di collaborazione internazionale in questo settore.

L’Università di Trieste non perde di vista la formazione di primo e di secondo livello. L’offerta formativa continua la sua espansione e, dopo l’attivazione di tre nuovi corsi di laurea nello scorso anno accademico, nel 2022/23 vedranno la luce ulteriori tre corsi di laurea dal grande impatto per il territorio.
Si tratta del corso di laurea in Scienze della formazione primaria, fortemente richiesto dalle istituzioni scolastiche per rispondere alla cronica carenza di insegnanti nella scuola primaria. A questo si affianca il nuovo corso di laurea in Scienze per l’ambiente marino e costiero, che rappresenta invece l’attenzione di UniTS verso il mare e il Porto, attraverso un percorso formativo che ha pochissimi eguali in Italia e che si caratterizza per gli aspetti gestionali. La terza nuova attivazione riguarderà un innovativo corso magistrale in Geofisica e geodati che, rispetto all’offerta di altri atenei nella stessa area disciplinare, si contraddistinguerà per l’approccio multidisciplinare e per l’abbinamento con la Scienza dei dati.

L’arricchimento dell’offerta formativa si traduce in attrattività: “Dopo una crescita delle immatricolazioni dell’11% lo scorso anno accademico, un valore doppio rispetto alla media nazionale – ha ricordato Di Lenarda – oggi UniTS riconferma il numero dei nuovi iscritti a fronte di una stimata riduzione di circa il 5% a livello italiano.
Il gradimento degli studenti è confermato anche da coloro che hanno terminato il percorso conseguendo un titolo di studio: la rilevazione Almalaurea sul profilo dei laureati 2020 ha evidenziato una percentuale di laureati soddisfatti del percorso universitario del 90%.

Non sono però solo studenti e dottorandi ad aumentare: UniTS sta “ripopolando” un organico assottigliatosi nel corso dell’ultimo decennio per effetto del taglio dei finanziamenti e delle norme che hanno limitato le assunzioni e accelerato in alcune fasi i pensionamenti. Per quanto riguarda il corpo docente, alla fine del 2022 l’organico ritornerà al livello del 2011 e sarà superiore di 86 unità rispetto al 2019.
Anche la numerosità del personale tecnico-amministrativo sta invertendo la rotta per effetto delle nuove politiche di reclutamento: a breve si concretizzeranno 43 nuove assunzioni e stanno per essere banditi concorsi per 98 nuove posizioni. Questa programmazione permetterà all’Ateneo di ritornare alla dotazione di personale del 2016.

La crescita dell’organico e quella della popolazione studentesca sono accompagnate anche da importanti investimenti infrastrutturali: tre milioni di euro sono stati stanziati per riqualificare aule e laboratori didattici, in particolare aggiornando le dotazioni tecnologiche. Sono inoltre iniziate le ristrutturazioni previste delle nuove palazzine nel comprensorio del Parco di San Giovanni e del neocostituito Centro interdipartimentale di microscopia avanzato nel Campus di Piazzale Europa ed è al vaglio il possibile recupero dell’ex Campo Profughi, che accolse gli esuli istriani nel secondo dopoguerra a Padriciano, sul carso triestino.

Le ristrutturazioni punteranno alla riduzione dei consumi e alla sostenibilità. “Entro luglio 2022 – anticipa Di Lenarda – sarà attivo un impianto fotovoltaico sul tetto dell’edificio centrale che produrrà 200.000 KWh all’anno, mentre è già in fase di progettazione il raddoppio dell’impianto”.

In chiusura, il Rettore ha espresso soddisfazione per la conclusione della vicenda che ruotava attorno alla sede dell’ex Scuola Interpreti, dopo un’attesa di oltre vent’anni. “Abbiamo sottoscritto questa mattina alla presenza del Presidente Mattarella – ha ricordato – gli atti per il trasferimento di proprietà dell’edificio di via Filzi, già “Narodni Dom” alla Fondazione allo scopo istituita, siglando l’accordo per mantenerne l’utilizzo in attesa della ristrutturazione della nuova sede”. Per Di Lenarda si tratta di “un risultato storico anche per l’integrazione e la crescita pacifica dei nostri popoli”.

Al Presidente della Repubblica sono stati dedicati i ringraziamenti finali del discorso del Rettore, sottolineandone il ruolo di guida in questo momento di difficoltà e incertezze che ci permette di “guardare al domani con speranza, coraggio e fiducia”.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il Presidente del Consiglio degli Studenti Riccardo Formisano e la rappresentante del personale tecnico-amministrativo Celeste Gasbarro. La prolusione è stata affidata a Sara Renata Francesca Marceglia, professoressa del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, sul tema “Il lato umano dei dati per la cura delle persone: conoscere, capire, dialogare”.

Il Coro e l’Orchestra dell’Università degli Studi di Trieste, diretti dal Maestro Riccardo Cossi, hanno eseguito gli inni nazionale ed europeo in apertura di cerimonia e in conclusione il tradizionale “Gaudeamus igitur” che sancisce l’apertura dell’anno accademico.

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Scritto da: Maria

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