ascolta live streaming 
Home / News / Cultura Spettacoli / Cinema / Look shock per James Franco, al Lido con “The Sound and the Fury”

Look shock per James Franco, al Lido con “The Sound and the Fury”

di Alessandra Ressa
Penultima giornata di festival dedicata all’attore e regista James Franco, che a Venezia ha portato “The Sound and the Fury”. Ma chi si aspettava il bel ricciolino idolo delle ragazzine è rimasto deluso. Franco si è presentato completamente rasato, con baffo vintage e un tatuaggio raffigurante Liz Taylor e Montgomery Clift che copriva metà cranio. Uno shock per le fan. Il paio di Ray-Ban che indossava ha fatto il resto. Tanti i commenti su Facebook, tra cui anche chi gli ha dato del “malato di cancro”. Nulla di tutto ciò. James Franco, infatti, deve la sua testa rasata alle riprese di “Zeroville”, pellicola nella quale interpreterà un 24enne appassionato di cinema nella Hollywood degli anni ’60. Tratto dall’omonimo romanzo di William Faulkner invece, il film “The Sound and the Fury” entra nella vita e nelle tribolazioni dei fratelli Compson, che vivono nel profondo sud degli Stati Uniti, durante la prima parte del ventesimo secolo. L’inarrestabile Franco, interpreta Benji, il giovane Compson affetto da disabilità mentale. Al suo fianco nei panni dello spietato fratello Jason, il bravissimo Scott Haze. Tra gli altri interpreti Tim Blake Nelson, Ahna O’Reilly, Jacob Loeb, Janet Jones-Gretzky. Bella la ricostruzione storica, la vicenda pur se a tratti troppo fedele all’arcano linguaggio Faulkner, riesce a riportare in vita la tragedia della famiglia americana nella sua disperata lotta per la sopravvivenza sociale. L’attore e regista, a cui oggi è stato consegnato il premio Jaeger-Le Coultre, Glory to the Filmmaker, a 36 anni, vanta un curriculum davvero invidiabile. Quasi 100 performance attoriali e 24 regie, lunghi, corti, serie tv in un percorso che sembra non conoscere soste e frontiere.
Oggi è stata anche la volta dell’ultimo film in concorso, “Good Kill”, dell’americano Andrew Niccol, che vede nuovamente protagonista Ethan Hawke, che proprio qualche giorno fa abbiamo visto a Venezia per presentare il fischiatissimo “Cymbeline”. La guerra in Iraq fatta con droni e joystick in cui Hawke, depresso e alcoolizzato pilota di caccia militari, si trova a combattere un conflitto interiore tra il bene e il male, mentre dalla lontana base militare del Nevada preme il pulsante che uccide indiscriminatamente terroristi e civili innocenti. Tema poco originale, scarsa recitazione, accanto a Hawke troviamo una specie di bambola gonfiabile nei panni della moglie e una sexy pilotessa che sembra più ballerina di lap dance.
Molto originale invece la pellicola in concorso che arriva dalla Russia firmata da Andrej Konchalovsky “The postman’s white nights”. A 12 anni dal Premio della Giuria per “Dom Durakov” (la casa dei matti), il regista russo torna a Venezia con un film dedicato ad un villaggio isolato nel nord del paese il cui unico punto di contatto con la realtà esterna è il postino. Splendida la fotografia nel set naturale, toglie il fiato la vastità dei paesaggi incontaminati e la purezza dei gesti quotidiani. Tutti i personaggi, che sono reali residenti dei villaggi intorno al lago, interpretano se stessi con grande semplicità.
Spazio al gossip con la presenza sul red carpet di Belén Rodriguez, giunta al Lido per assistere alla proiezione del film « Pasolini »  di Abel Ferrara. Vestita da vera diva, in un abito scuro con gonna a sirena e scollatura, con il giovane marito Stefano De Martino al fianco, Belèn ha rubato la scena a tutti.
Il festival si conclude domani con la pellicola di chiusura « The Golden Era » della cinese Ann Hui e naturalmente con la proclamazione dei vincitori. Rimangono in testa « The look of Silence », documentario del canadese Joshua Oppenhaimer sul genocidio indonesiano, e « Birdman », del messicano Inarritu, con Michael Keaton ed Edward Norton. Dita incrociate per i non da meno italiani « Anime Nere », « Hungry Hearts » e « il Giovane favoloso ». (Foto di Massimo Tommasini)

bellenjames franco doppio radiopunto zero

Prova anche

Speciale 70° Mostra di Venezia

Parkland di Peter Landesman al Lido