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Luci ed Ombre sul Carso della Grande Guerra

Torna da giovedì 4 luglio Luci ed Ombre sul Carso della Grande Guerra: un evento di alta portata storica e culturale, giunto alla tredicesima edizione, diviso in quattro serate i giovedì del mese di luglio, sviluppato all’interno della Dolina dei Bersaglieri con il coinvolgimento di tutta l’area carsica dedita a museo della Grande Guerra a cavallo tra i Comuni di Fogliano Redipuglia e Ronchi dei Legionari. I protagonisti delle serate sono stati scelti tra i Gruppi di ricerca teatrale e di performance che meglio si adattano al compito specifico di raccontate le vicissitudini tremende del primo conflitto mondiale con giusto garbo ed equilibrio storico e con le professionali capacità artistiche.
Il focus di quest’anno che si inserisce nella progettazione di #storytellersww1, progetto risultato vincitore del bando grande Guerra LR 11/2013, punta a raccontare l’immediato periodo post bellico con le conseguenze sul vivere civile e sulla socialità delle persone e dei popoli colpiti dal conflitto. La scenografia basata sulla semplicità, con ottimo effetto di luci, dona valore aggiunto agli spettacoli rendendo la Dolina dei Bersaglieri un ideale palcoscenico risaltando anche la naturale presenza della caverna e degli impianti difensivi.

 

Primo serata il 4 luglio con l’Associazione internazionale dell’Operetta FVG che presenterà lo spettacolo “I due ribaltoni: Trieste 1918, Fiume 1919” il primo e più critico grande stravolgimento che ha colpito l’intera Europa. La storia ha come protagonisti uomini e donne che danno una lettura dell’epoca attraverso la loro personale esperienza, di quello che accadde realmente alla fine della guerra. Attraverso le piccole vicende e gli accadimenti di ogni giorno si delinea lo spaesamento del momento che, con una capacità tutta italiana, trasforma una tragedia in commedia. Le canzoni e gli spunti letterari aiutano a puntualizzare il periodo storico con le sue evidenti contraddizioni. La grande guerra non ha spazzato il mito asburgico che rimane nell’immaginario collettivo. Si può dire che, ancor più di prima della guerra, il popolo esorcizza la fame e la confusione con le uniformi degli ussari, le bellissime donne austro-slave, le pazzie degli arciduchi e le sottili fette di pane nero; nella miseria è terapeutico sognare.
Prodotto dall’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG, grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, assieme al Dramma Italiano di Fiume, che mette in campo alcuni suoi attori e i costumi, lo spettacolo è stato scritto da Maurizio Soldà, attore e regista. I due ribaltoni: Trieste 1918, Fiume 1919 vede in scena assieme allo stesso Soldà, l’attrice fiumana Elvia Nacinovich, la triestina Ilaria Zanetti, attrice e soprano, Gualtiero Giorgini, attore e voce, e Aleksander Ipavec con la sua prodigiosa fisarmonica.
L’iniziativa, oltre ad esaltare i valori storici che si comprendono attraverso la visione e l’ascolto delle serate culturali proposte è portatrice di attività promozionale per le località in genere, attraverso una combinata organizzazione partner con l’Azienda dei trasporti di Gorizia APT che favorisce la possibilità di presenziare gli spettacoli agli ospiti forestieri delle località turistiche della regione. Non manca la presenza della zona montana con un apposito servizio che viene predisposto in base alle prenotazioni. Possibilità di giungere anche in bici alle serate e di abbinare percorsi escursionistici sui luoghi della Grande Guerra. In questo finalizzato viaggio i forestieri verranno accompagnati da personale appositamente formato per tale servizio e da un Esperto storico GG che intratterrà gli ospiti con un accurato racconto storico. Sempre presenti come ciceroni i ragazzi del servizio civile Unpli fvg.
Non mancherà lo stand di degustazioni di prodotti tipici e vini del territorio con speciale enoteca dei vini del centenario provenienti da aziende vinicole, in perfetta sinergia con quanto predisposto dalla Regione FVG e da Promoturismo nelle linee guida del piano di promozione turistica regionale, il tutto in un’ottica slow di valorizzazione del territorio.

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