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Olio Capitale 2026: a Trieste torna il salone dell’extravergine di qualità

today12 Marzo 2026

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Dal 13 al 15 marzo 2026 Trieste ospita la 18ª edizione di Olio Capitale, il salone dedicato agli oli extravergini tipici e di qualità, in programma al Generali Convention Center di Porto Vecchio-Porto Vivo. Nata proprio nel capoluogo giuliano, la manifestazione si è affermata nel tempo come uno degli appuntamenti più importanti per il settore, capace di richiamare produttori, operatori, buyer internazionali e pubblico appassionato. Anche quest’anno Olio Capitale si presenta come una grande vetrina del miglior olio EVO, ma anche come un luogo di incontro, approfondimento e promozione del territorio.

Una fiera che unisce produttori, pubblico e territorio

L’edizione 2026 conferma la vocazione nazionale e internazionale dell’evento, con 230 espositori provenienti da 14 regioni italiane e dalla Croazia e la presenza di buyer da 13 Paesi. Accanto all’area espositiva, la fiera propone un programma ricco di degustazioni guidate, laboratori, seminari, talk show e incontri pensati per raccontare l’olio extravergine in tutte le sue sfumature: dal gusto alla qualità, dalla cultura produttiva alla valorizzazione dei territori di origine. Per il pubblico è un’occasione preziosa per conoscere direttamente i produttori, scoprire le caratteristiche delle diverse cultivar e acquistare oli di eccellenza.

Il coinvolgimento della città rende Olio Capitale ancora più riconoscibile. Dal 7 al 15 marzo, infatti, 25 ristoranti triestini propongono piatti dedicati all’iniziativa “L’olio nel piatto”, mentre 10 locali partecipano al progetto “Cockt-oil”, con cocktail originali realizzati utilizzando l’olio EVO. In questo modo la manifestazione esce dagli spazi fieristici e si diffonde nel tessuto urbano, trasformando Trieste in una vera capitale del gusto e dell’olio di qualità.

Il futuro dell’olivicoltura passa dalle nuove generazioni

Tra i temi centrali di questa edizione c’è il ricambio generazionale, affrontato nel convegno inaugurale intitolato “Generazione Olio: custodire il futuro”. Il salone sceglie così di aprire una riflessione su una delle sfide più importanti per l’agricoltura italiana: garantire continuità a un patrimonio di competenze, tradizioni e identità che rischia di disperdersi se non viene raccolto dalle nuove generazioni. Sempre più giovani, però, stanno tornando alla terra con competenze manageriali, strumenti innovativi, sensibilità ambientale e una nuova capacità di comunicare e promuovere il prodotto.

Olio Capitale 2026 vuole mettere in luce proprio questo passaggio, raccontando le esperienze di ragazze e ragazzi che stanno rinnovando il settore con idee imprenditoriali moderne, attenzione alla sostenibilità, oleoturismo e uso strategico dei canali digitali. È una visione che unisce radici profonde e sguardo contemporaneo, sottolineando come il futuro dell’olivicoltura italiana dipenda non solo dalla qualità del prodotto, ma anche dalla capacità di innovare senza perdere il legame con il territorio.

Un settore strategico tra qualità, mercato e cultura

L’edizione 2026 si inserisce in un momento particolarmente significativo per il comparto. Secondo l’analisi della campagna olearia 2025/2026, la produzione italiana è stimata tra 270.000 e 290.000 tonnellate, con un quadro molto eterogeneo: il Sud, soprattutto la Puglia, continua a trainare il settore, mentre in diverse aree del Centro-Nord pesano siccità e mosca olearia. Sul piano internazionale, invece, si registra una forte ripresa di diversi Paesi mediterranei, con risultati molto positivi soprattutto nel Nord Africa. In questo scenario, Olio Capitale diventa anche un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato e sulle prospettive dell’olivicoltura.

A rendere ancora più attuale il valore dell’extravergine c’è poi il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, formalizzato il 10 dicembre 2025. Un passaggio che rafforza il ruolo dell’olio EVO come simbolo della Dieta Mediterranea, della qualità agroalimentare italiana e di una cultura del cibo che unisce salute, identità e tradizione. In questo quadro, Trieste si conferma il luogo ideale per ospitare una manifestazione che non si limita a promuovere un prodotto, ma racconta un intero mondo fatto di paesaggi, imprese, sapori e comunità.

 

 

Scritto da: Nicole

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