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Time Lapse, un viaggio nella storia tra scuola e propaganda

Il nostro viaggio con Time Lapse continua con nuovi approfondimenti e curiosità sulla storia del nostro territorio. La rubrica, condotta in lingua italiana e tedesca dagli studenti della classe 5A del Liceo Classico Europeo dell’Educandato Statale Collegio Uccellis di Udine, vuole essere uno spazio per mantenere vivo il ricordo di ciò che è stato, riscoprendo e analizzando gli avvenimenti del passato in chiave innovativa e accessibile.
Il programma, in onda ogni martedì alle 9.10, fa parte del progetto “Erinnern für die Gegenwart”, promosso e finanziato dal Ministero degli Esteri tedesco.

Nell’ultima puntata Sara e Lucrezia ci hanno portato a scoprire di più sul tema “Scuola e propaganda”. E’ risaputo che durante l’infanzia e l’adolescenza si apprende di più e in modo più agevole. Così come si impara con maggior facilità allo stesso tempo si viene influenzati più facilmente. Questo fatto era ben chiaro anche a Mussolini e Hitler che, una volta saliti al potere e rivoluzionato il sistema scolastico, promossero attraverso la scuola e i gruppi giovanili l’ideologia del proprio partito. Secondo Mussolini l’educazione doveva essere morale, fisica, sociale e militare al fine di educare dei perfetti cittadini fascisti. La stessa cosa valeva per il dittatore tedesco il quale sosteneva che i giovani dovevano essere coraggiosi e terribili per compiere grandi imprese, ma che non dovevano possedere un bagaglio culturale poichè la stessa cultura poteva essere nociva per le loro menti. Come viene riportato nel Mein Kampf: “Uno dei capisaldi della nazione tedesca è il razzismo”. Il sentimento razzista era confermato dal fatto che nelle scuole tedesche e italiane ai professori ebrei veniva vietato l’insegnamento e agli studenti ebrei la frequenza alle lezioni. Questo nuovo sistema scolastico riguardava non solo i ragazzi ma anche le ragazze, che venivano istruite per diventare perfette madri e mogli. In questo contesto i gruppi giovanili riscossero grande successo: essi incentivavano un senso di uguaglianza, unità e patriottismo. Ragazzi e ragazze si sentivano parte di un gruppo, dove tutti si comportavano allo stesso modo e venivano considerati uguali, sentimento promosso dal regime.

Per scoprire di più, riascoltate il podcast dell puntata:

 

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